Il medico riceve più proposte assicurative di quasi qualsiasi altra categoria, e quasi sempre nell’ordine sbagliato: prima le polizze che rendono a chi le vende, poi — se avanza tempo — quelle che coprono i rischi veri. La regola per distinguerle è semplice: si assicura ciò che non ci si può permettere di pagare di tasca propria.

Polizze utili e inutili mette in fila le coperture una per una e dice, per ciascuna, se ha senso per un medico e a quali condizioni. La prima della lista, e non è discutibile, è la RC professionale: obbligatoria, ma con una differenza fra le formule — e in particolare sulla garanzia postuma — che decide se sarai coperto anche per i fatti di oggi denunciati fra dieci anni.

Sulla salute, molti medici pagano due volte senza saperlo. L’assicurazione sanitaria ENPAM mette a confronto SaluteMia e FondoSanità con i contributi 2026-2027 per fascia d’età, gli scoperti sui ricoveri e le esclusioni; e ricorda che la long term care ENPAM è già attiva, gratuita e vitalizia per ogni iscritto — prima di comprarne una privata conviene sapere che cosa copre già.

L’ultima tutela non è una polizza. È sapere che cosa succede al patrimonio quando non ci sei più: successione, quote legittime e imposte, con la franchigia da un milione di euro per coniuge e figli e l’esenzione dei titoli di Stato che quasi nessuno considera.

Se dovessimo indicare un ordine, sarebbe questo. Prima la RC professionale con la postuma, perché è l’unico rischio che può azzerare un patrimonio intero. Poi la copertura del reddito in caso di invalidità, che è la voce più trascurata di tutte: un medico è il proprio capitale, e nessuna polizza sostituisce trent’anni di lavoro. Solo dopo la sanitaria integrativa, che copre spese in gran parte già pagabili di tasca propria. E in fondo la long term care, che ENPAM offre già a tutti gli iscritti senza costo: comprarne un’altra ha senso solo per integrarla, non per duplicarla.

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