In breve
  • Nessun contributo del datore: qui l'unica leva è il fisco. Deduci al 43% e riprendi al 9%: circa un terzo di quello che versi torna indietro.
  • Costa poco ma non pochissimo: ISC 0,34–0,38% a 35 anni, in linea con la media dei fondi negoziali. Contro i PIP (1,82%) è un altro pianeta.
  • Rendimenti 2021-2025: Scudo 0,74%, Progressione 3,96%, Espansione 5,80% l'anno. La scelta del comparto pesa più di tutto il resto.
  • In cambio: soldi vincolati fino alla pensione, quota valorizzata una volta al mese, e almeno metà del montante deve diventare rendita.

Il medico dipendente che valuta il fondo pensione ha una risposta facile: aderisce e incassa l'1% del datore, denaro che altrimenti non vedrebbe. Il libero professionista quella scorciatoia non ce l'ha. Deve decidere con i numeri, e i numeri stanno in un documento di 37 pagine che quasi nessuno apre.

FondoSanità è il fondo pensione negoziale dei professionisti sanitari: medici e odontoiatri iscritti ENPAM, ma anche infermieri, farmacisti, veterinari e assistenti sanitari. È iscritto all'albo COVIP al numero 77, i suoi comparti sono operativi dal 2000, e nasce come fondo pensione dei dentisti: dal 2007 è esteso a tutte le professioni sanitarie. Non ha scopo di lucro e non gestisce direttamente il denaro: lo affida a gestori professionali selezionati con procedura COVIP. Al 31 dicembre 2025 amministra circa 344 milioni di euro sui tre comparti.

La differenza che cambia tutto

Su Perseo Sirio la convenienza è aritmetica: versi l'1% e il datore ne versa un altro, quindi il rendimento è del 100% prima ancora che i mercati aprano. Chi lavora in convenzione o in libera professione non ha nessun datore che versa: ogni euro che entra nel fondo esce dalla sua tasca.

Ne segue che la domanda «conviene?» qui è genuina, e ha tre componenti da pesare separatamente: quanto ti restituisce il fisco, quanto ti costa il fondo, e quanto vale per te rinunciare alla disponibilità dei soldi.

Il fisco: la vera leva

I versamenti sono deducibili fino a 5.300€ l'anno (il tetto è salito nel 2026: al 1° agosto 2026 la pagina di FondoSanità riportava ancora i vecchi 5.164,57€). Deducibile significa che quella cifra esce dal reddito imponibile e non paga IRPEF: per un medico sopra i 50.000€ l'aliquota marginale è il 43%.

Ma la deduzione non è un regalo, è un rinvio: alla fine quella stessa somma viene tassata in uscita. Il punto è che viene tassata molto meno — al 15%, che scende di 0,30 punti per ogni anno oltre il quindicesimo fino a un minimo del 9% dopo 35 anni di partecipazione. La differenza tra le due aliquote è il guadagno vero.

5.300€ versati, con aliquota al 43% Versi nel fondo 5.300€ IRPEF che non paghi, subito − 2.279€ Imposta in uscita, dopo 35 anni + 477€ Ti è costato davvero 3.498€ → guadagno netto 1.802€: 34 centesimi per ogni euro versato.
Aliquota marginale del 43% in entrata, tassazione al 9% in uscita dopo 35 anni di partecipazione. Con un'aliquota più bassa il vantaggio si riduce in proporzione.

Sono 34 centesimi netti per ogni euro versato: 43 tornano con la prima dichiarazione dei redditi utile, 9 li restituirai fra decenni, all'uscita. Pochi investimenti offrono un vantaggio così prevedibile, e non dipende dai mercati: dipende dal fatto che paghi molte tasse oggi e ne pagherai poche domani. Con un'avvertenza che vale la pena tenere a mente su un orizzonte di trentacinque anni: quel 34% presuppone che aliquote e regole restino quelle di oggi, e le regole della previdenza complementare cambiano — nel 2026 una norma sulla quota in capitale è stata abrogata sei giorni prima di entrare in vigore. Chi ha un'aliquota marginale del 33% guadagna meno, chi sta al 23% molto meno ancora — ed è il primo criterio per capire se questo strumento fa per te.

C'è una seconda leva, minore ma continua: i rendimenti maturati dentro il fondo sono tassati al 20% invece del 26% che si applica a ETF e altri strumenti finanziari. E i versamenti per i familiari fiscalmente a carico si deducono dal reddito di chi li mantiene, dentro lo stesso tetto.

Quanto costa davvero

I costi diretti sono due: 26€ una tantum all'adesione e 60€ l'anno di spese amministrative. Poi una commissione annua sul patrimonio, che cambia per comparto: 0,21% su Scudo, 0,23% su Progressione, 0,25% su Espansione.

Sommare queste voci a mano non serve: esiste l'Indicatore Sintetico dei Costi, che COVIP obbliga tutti i fondi a calcolare con la stessa formula, su un aderente che versa 2.500€ l'anno. Ed è qui che si legge la verità.

Il costo scende con il tempo Dopo 2 anni 2,97% Dopo 5 anni 1,28% Dopo 10 anni 0,75% Dopo 35 anni 0,38%
Indicatore sintetico dei costi del comparto Espansione. Scudo e Progressione costano 0,02–0,04 punti in meno: la scelta del comparto quasi non incide sul costo, l’orizzonte sì.
Costo annuo su 35 anni di partecipazione FondoSanità · Espansione 0,38% Media fondi negoziali 0,36% Media fondi aperti 1,23% Media PIP assicurativi 1,82% → In media fra i negoziali. → Un punto e mezzo sotto un PIP.
Indicatore sintetico dei costi calcolato con la metodologia COVIP su un aderente che versa 2.500€ l'anno. Fonte: Nota informativa FondoSanità e comparatore COVIP.
La lettura onesta di questi numeri

Le prime due barre sono quasi identiche: FondoSanità sta nella media dei fondi negoziali, e il suo comparto azionario è leggermente sopra. Non è il fondo più economico d'Italia, e chi lo racconta così sta semplificando. Il confronto che conta però è un altro: contro un PIP venduto allo sportello all'1,82% la differenza è di quasi un punto e mezzo l'anno, che su 35 anni si mangia circa un quarto del capitale finale.

Notare la prima colonna: quasi il 3% nei primi due anni. Sono i 26€ di adesione e i 60€ fissi spalmati su una posizione ancora piccola. FondoSanità è uno strumento che va tenuto a lungo: entrarci per due o tre anni è il modo migliore per pagare i costi senza raccoglierne i benefici.

C'è poi un vantaggio collaterale che il Fondo pubblicizza poco. Da aprile 2026, per effetto di un accordo con SaluteMia, gli iscritti e i loro familiari sono automaticamente soci beneficiari della mutua — la quota collettiva la versa FondoSanità — e possono attivare, senza altra iscrizione, una copertura Critical Illness da 4.000 a 13.500€ in caso di patologia grave. Non è la sanitaria integrativa: per i piani veri e propri serve iscriversi come soci ordinari, e il confronto sta nella guida a SaluteMia.

I tre comparti, con i numeri veri

I tre comparti: media e 2025 a confronto Scudo 0,74% → 2,55% obbligazionario puro · 5-10 anni · Anima, Eurizon Progressione 3,96% → 4,34% bilanciato · 10-15 anni · Eurizon, UBS Espansione 5,80% → 7,11% azionario · oltre 15 anni · Pictet, UBS 0% 2% 4% 6% 8% media 2021–2025 rendimento 2025
Il 2025 è stato sopra la media per tutti e tre i comparti. Un anno buono non fa una serie: la media a cinque anni resta il numero da guardare.

Cinque punti di differenza annua fra Scudo ed Espansione, sostenuti per trent'anni, sono un ordine di grandezza, non una sfumatura. La scelta del comparto conta più di ogni altra decisione che prenderai su questo strumento — molto più dello 0,04% di ISC che separa i tre.

Due automatismi da conoscere

Se all'adesione non indichi nulla, i contributi vanno su Scudo, il comparto più prudente. E al compimento dei 65 anni, salvo tua diversa volontà, l'intera posizione viene riallocata su Scudo. Sono scelte difensive ragionevoli in prossimità della pensione, ma se ti trovano distratto a trent'anni ti costano decenni di rendimento.

Cosa rinunci in cambio

La disponibilità. I soldi escono solo al pensionamento, con almeno cinque anni di partecipazione. Prima si può chiedere un'anticipazione: fino al 75% in qualsiasi momento per spese sanitarie, fino al 75% dopo otto anni per la prima casa, fino al 30% dopo otto anni per altre esigenze. Il riscatto totale è possibile solo in casi gravi — perdita dei requisiti, invalidità, disoccupazione oltre quattro anni, decesso. Uscire per cambiare idea si può, ma solo dopo due anni e con 52€ di costo.

Almeno metà in rendita. Al pensionamento puoi ritirare in contanti al massimo il 50% del montante: il resto diventa un assegno periodico. E la conversione ha costi suoi — un caricamento dello 0,75%, un 1,25% per opzione di conversione, e poi l'1% di rendimento trattenuto ogni anno sulla rendita in pagamento, più una commissione di overperformance. Sono costi che un ETF non ha, e vanno messi sul piatto.

Il controllo fine. La quota si valorizza una volta al mese: versi senza sapere a che prezzo entri. Il comparto si cambia una volta ogni dodici mesi. E i versamenti si fanno con bonifico manuale, indicando solo il codice fiscale nella causale: nessun addebito automatico, nessun piano di accumulo che parte da solo. È uno strumento che richiede una scadenza in agenda.

FondoSanità o un ETF?

È la domanda che arriva sempre, e la risposta non è «uno dei due». Sui costi puri un ETF azionario globale efficiente vince: circa 0,14-0,19% di TER contro lo 0,38% di Espansione. Sono circa due decimi di punto l'anno: sulla scala COVIP — un punto di costo su 35 anni vale il 18-20% della prestazione finale — fanno intorno al 4% di capitale in meno.

Ma quei due decimi vanno confrontati con il 34% incassato subito sulla parte deducibile. Fino a 5.300€ l'anno il confronto pende nettamente dalla parte del fondo pensione per chi ha un'aliquota alta, e regge anche scontando la rendita obbligatoria — a patto che aliquote e regole restino quelle di oggi. Oltre quella soglia il vantaggio fiscale finisce, e da lì in poi l'ETF — più economico, liquido, senza vincolo di rendita — è lo strumento naturale.

La regola pratica

Riempi prima il tetto deducibile nel fondo pensione, poi investi il resto in ETF. Non è una scelta fra due filosofie: è una sequenza, e l'ordine conta.

Quando ha senso e quando no

se hai un'aliquota marginale alta — sopra i 50.000€ di reddito — ed è lì che si concentra quasi tutto il valore. Sì se hai davanti molti anni: i costi fissi si diluiscono e la tassazione d'uscita scende fino al 9% solo dopo 35 anni di partecipazione, quindi chi inizia a trent'anni la incassa piena. Sì se hai familiari a carico da coprire dentro lo stesso tetto. E sì, banalmente, se stai già versando a un PIP: il trasferimento porta con sé anche l'anzianità contributiva, e il risparmio di costi è immediato.

No se il tuo reddito imponibile è basso, perché senza aliquota alta la leva principale non c'è. No se prevedi di aver bisogno di quei soldi entro pochi anni: fra costi iniziali vicini al 3% e vincoli di uscita, il breve periodo è il terreno peggiore. No se non hai ancora un fondo di emergenza liquido: vincolare risparmi mentre manca il cuscinetto è l'errore di sequenza più comune. E no come unico strumento, se punti a un patrimonio importante: 5.300€ l'anno costruiscono un'integrazione della pensione, non un patrimonio.

Cosa fare adesso

  • Guarda la tua aliquota marginale prima di tutto il resto: sotto il 43% questo strumento rende parecchio meno di quanto sembri.
  • Scegli il comparto in base agli anni che ti mancano, non alla tua paura dei mercati. A trent'anni dalla pensione, Scudo è una scelta costosa.
  • Metti una scadenza in agenda: il versamento è manuale e non parte da solo. Un bonifico a dicembre è meglio di dodici buoni propositi.
  • Se hai un PIP, chiedi il suo ISC a 35 anni e confrontalo con lo 0,36% di qui. La differenza, capitalizzata, è spesso più alta di quanto immagini.
  • Prima il cuscinetto, poi il vincolo. Nell'ordine.

Domande frequenti

Chi può aderire a FondoSanità?

I medici e gli odontoiatri iscritti all'ENPAM, gli infermieri iscritti all'ENPAPI o alla FNOPI, i farmacisti iscritti all'ENPAF, gli assistenti sanitari e i veterinari. Possono aderire sia i liberi professionisti sia i dipendenti che scelgono l'adesione individuale, e si possono includere i familiari fiscalmente a carico, i cui versamenti si deducono dal reddito di chi li mantiene.

Quanto costa FondoSanità?

Ventisei euro una tantum all'adesione, sessanta euro l'anno di spese amministrative e una commissione annua sul patrimonio dello 0,21% su Scudo, 0,23% su Progressione, 0,25% su Espansione. L'indicatore sintetico dei costi calcolato con la metodologia COVIP è dello 0,34-0,38% su un orizzonte di 35 anni, in linea con la media dei fondi negoziali, contro l'1,23% dei fondi aperti e l'1,82% dei PIP. Il trasferimento a un altro fondo costa 52 euro; anticipazioni, riscatti e cambio di comparto sono gratuiti.

Conviene FondoSanità se sono un medico libero professionista?

Dipende quasi solo dalla tua aliquota marginale. Non essendoci il contributo del datore di lavoro, il vantaggio viene dal fisco: deducendo 5.300 euro con aliquota al 43% si risparmiano 2.279 euro subito, e quella somma verrà tassata in uscita al 15% che scende fino al 9% dopo 35 anni di partecipazione. Il guadagno netto è di circa 1.800 euro l'anno, un terzo di quanto versato. Con un'aliquota del 23% il beneficio si riduce drasticamente.

Quale comparto scegliere fra Scudo, Progressione ed Espansione?

Dipende dagli anni che mancano alla pensione: Scudo è obbligazionario puro e pensato per orizzonti di 5-10 anni, Progressione è bilanciato per 10-15 anni, Espansione è azionario e adatto oltre i 15 anni. Nel quinquennio 2021-2025 hanno reso rispettivamente lo 0,74%, il 3,96% e il 5,80% medio annuo. Attenzione a due automatismi: senza indicazione i contributi finiscono su Scudo, e al compimento dei 65 anni la posizione viene riallocata su Scudo salvo diversa volontà.

Posso uscire da FondoSanità se cambio idea?

Puoi trasferire la posizione a un'altra forma pensionistica complementare dopo due anni dall'adesione, con un costo di 52 euro, portando con te anche l'anzianità contributiva. Il riscatto totale in denaro è invece possibile solo in casi specifici: perdita dei requisiti di partecipazione, invalidità che riduca la capacità di lavoro a meno di un terzo, disoccupazione superiore a quattro anni, decesso. Prima della pensione si possono comunque chiedere anticipazioni fino al 75% per spese sanitarie in qualsiasi momento.

Meglio FondoSanità o un ETF?

Entrambi, in sequenza. Fino a 5.300 euro l'anno il confronto pende nettamente dalla parte del fondo pensione per chi ha un'aliquota alta, perché la deduzione restituisce circa un terzo del versato: pochi vantaggi sono altrettanto prevedibili, fermo restando che aliquote e regole possono cambiare. Oltre quella soglia il vantaggio fiscale si esaurisce e l'ETF diventa lo strumento naturale: costa meno, è liquido e non obbliga a convertire metà del capitale in rendita.

Guide correlate

Fonti

  • SaluteMia — Accordo SaluteMia-FondoSanità e la pagina corrispondente di FondoSanità (accordo annunciato nell'aprile 2026): gli iscritti al Fondo e i loro familiari sono soci beneficiari di SaluteMia grazie alla quota collettiva versata dal Fondo, e possono attivare la copertura Critical Illness dedicata da 4.000 a 13.500€; ai soci SaluteMia è rimborsata la quota d'ingresso a FondoSanità. Per i piani sanitari resta necessaria l'iscrizione come soci ordinari.
  • FondoSanità — Nota informativa, depositata presso la COVIP il 25/03/2026. Indicatore sintetico dei costi dei tre comparti (Scheda «I costi»), spese di adesione e amministrative, costi delle prerogative individuali, patrimoni e rendimenti 2025 dei comparti, proiezioni delle prestazioni secondo le ipotesi COVIP, costi della fase di erogazione della rendita.
  • FondoSanità — Rendimenti e valori quota: rendimenti medi 2021-2025 (Scudo 0,74%, Progressione 3,96%, Espansione 5,80%) e rendimenti 2025. Anticipazioni, riscatti e trasferimenti e Opzioni di investimento: condizioni di uscita, valorizzazione mensile della quota, cambio di comparto ogni 12 mesi.
  • FondoSanità — Newsletter agli aderenti, IV trimestre 2025: gestori dei comparti (Anima ed Eurizon su Scudo, Eurizon e UBS su Progressione, Pictet e UBS su Espansione).
  • COVIP — Relazione annuale e Comparatore dei costi: ISC medi per tipologia di forma pensionistica — a 35 anni negoziali 0,36%, aperti 1,23%, PIP 1,82%; a 10 anni negoziali 0,49%, aperti 1,35%, PIP 2,17%. Le medie vengono ricalcolate ogni anno nella Relazione COVIP.
  • D.Lgs. 252/2005 — disciplina della previdenza complementare: deducibilità dei contributi (art. 8, tetto elevato a 5.300€ dalla Legge di Bilancio 2026), tassazione delle prestazioni al 15% ridotta fino al 9%, limite del 50% erogabile in capitale (art. 11), anticipazioni e riscatti (artt. 11 e 14).

Costi, rendimenti e condizioni sono quelli pubblicati da FondoSanità e verificati a luglio 2026 sulla Nota informativa depositata in COVIP il 25/03/2026 e sul sito del Fondo. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri e l'ISC è una stima costruita su un aderente-tipo definito dalla COVIP: per condizioni diverse ha valore solo orientativo. Le simulazioni fiscali usano l'aliquota marginale del 43% e non tengono conto delle addizionali regionali e comunali né del tetto complessivo alle detrazioni. Questo articolo ha finalità divulgative, non è una consulenza previdenziale o finanziaria personalizzata e non ha alcun rapporto commerciale con FondoSanità.