In breve
  • La regola pratica: per coprire una spesa con il capitale ti serve un patrimonio pari a circa 25 volte quella spesa annua (regola del 4%).
  • Nell'esempio della guida il divario da colmare è di 800€ al mese (9.600€ l'anno): servono circa 240.000€ di capitale in euro di oggi — di più in valore nominale, perché l'inflazione erode l'obiettivo mentre lo costruisci.
  • Non serve indovinare il futuro: cinque passi, dal tenore di vita che vuoi al versamento mensile, con il calcolatore per fare i tuoi numeri.

"Quanto dovrei mettere da parte per la pensione?" La maggior parte dei medici non lo sa, e non per pigrizia: perché sembra una domanda da indovino. In realtà è un calcolo. Si parte dal tenore di vita che vuoi, si sottrae quello che ti darà la pensione pubblica, e si trasforma la differenza prima in un capitale, poi in un versamento mensile. Cinque passi.

Il punto di partenza, scomodo ma onesto: per chi va in pensione con il metodo contributivo, e ancor più per i redditi alti, la pensione pubblica copre una quota dell'ultimo reddito più bassa di quella che avevano i nostri genitori. Tradotto: tra l'ultimo stipendio e la pensione c'è un divario, e colmarlo è una responsabilità individuale. Quantificarlo è il primo passo per non arrivarci impreparati.

Passo 1 — Quanto ti servirà, da pensionato

Non serve l'intero ultimo reddito: da pensionato alcune spese spariscono (i contributi previdenziali, spesso il mutuo, i figli ormai autonomi, i costi legati al lavoro). La regola pratica usata in tutto il mondo è il tasso di sostituzione: la quota dell'ultimo reddito che vuoi mantenere. Per vivere bene, di solito si punta al 70–80%.

Esempio: se oggi vivi con circa 3.500€ netti al mese, per mantenere l'80% ti serviranno circa 2.800€ al mese da pensionato.

Passo 2 — Quanto ti darà la pensione pubblica

Qui c'è un punto che confonde quasi tutti: per il medico la pensione pubblica non è una voce sola, e cambia a seconda di che medico sei.

  • Dipendente SSN (ospedaliero): due pensioni che si sommano — quella INPS sullo stipendio (gestione dei dipendenti pubblici) e l'ENPAM Quota A, obbligatoria per ogni iscritto all'Albo; in più la Quota B se fai libera professione (intramoenia o extramoenia). Vanno sommate due stime: portale My INPS e area riservata ENPAM.
  • Libero professionista "puro": solo ENPAM (Quota A + Quota B). La stima è sul portale ENPAM.
  • Convenzionato (medico di famiglia, pediatra, specialista ambulatoriale): ENPAM, tramite i fondi della Medicina Convenzionata.
  • Misto: spezzoni di entrambi — INPS sulla parte da dipendente, ENPAM Quota A e B sulla libera professione — tutti da sommare.

In tutti i casi il punto è lo stesso: per un reddito da medico il tasso di sostituzione pubblico — quanto la pensione copre dell'ultimo reddito — è spesso più basso di quanto si immagini, ed è proprio questo a creare il divario. Il dipendente SSN, in particolare, tende a guardare solo l'INPS dimenticando l'ENPAM; ma anche sommando le due, di norma non si arriva vicino all'ultimo stipendio.

Ai fini dell'esempio ipotizziamo una pensione pubblica complessiva — INPS + ENPAM per il dipendente, solo ENPAM per il libero professionista — di 2.000€ al mese. È un'ipotesi prudente ma realistica: secondo le proiezioni ufficiali della Ragioneria Generale dello Stato, per i lavoratori autonomi e i liberi professionisti — categoria in cui rientrano molti medici — il tasso di sostituzione pubblico è destinato a fermarsi intorno al 47–50% dell'ultimo reddito, contro circa il 58–72% dei lavoratori dipendenti privati. [fonte] La tua cifra reale, però, va sempre presa dalle stime personali (My INPS e l'area riservata ENPAM).

Passo 3 — Il divario da coprire

La sottrazione è semplice: tenore di vita voluto meno pensione pubblica.

Nell'esempio: 2.800€ − 2.000€ = 800€ al mese da trovare altrove, cioè 9.600€ all'anno. È questo il numero che il tuo patrimonio dovrà generare, ogni anno, per il resto della vita da pensionato.

Quanto copre la pensione pubblica Tenore di vita voluto: 2.800 € al mese 2.000 € 800 € pensione pubblica da colmare
Esempio: la pensione pubblica (INPS e/o ENPAM, secondo il tipo di medico) copre circa 2.000€ dei 2.800€ di tenore di vita voluto; restano 800€ al mese — 9.600€ l'anno — da generare con il proprio patrimonio.

Passo 4 — Dal divario al capitale: la regola del 4%

Quanto capitale serve per generare 9.600€ l'anno "per sempre", senza esaurirlo troppo in fretta? La risposta classica è la regola del 4%: da un portafoglio ben diversificato si può prelevare ogni anno circa il 4% del capitale iniziale (rivalutato con l'inflazione) con buone probabilità che duri circa trent'anni. Girata, diventa una moltiplicazione comoda:

La formula

Capitale necessario = rendita annua da coprire × 25 (cioè diviso 4%). Più prudente, per pensioni lunghe: usa il 3,5% (× circa 28).

Nell'esempio: 9.600€ × 25 = 240.000€. Volendo essere prudenti (prelievo al 3,5%), servono circa 274.000€. È l'obiettivo di capitale da costruire entro la pensione.

Dal divario al capitale: la scala del ×25 800 €/mese il divario da colmare × 12 9.600 €/anno il divario in un anno × 25 240.000 € il capitale-obiettivo Più prudente, con prelievo al 3,5%: ~274.000 €
La regola del 4%, girata in moltiplicazione: il capitale necessario è 25 volte la rendita annua da coprire. Un solo numero da ricordare per passare dal “quanto mi manca al mese” al “quanto devo costruire”.

Passo 5 — Dal capitale al versamento mensile

Ultimo passaggio: quanto devi versare ogni mese, da qui alla pensione, per arrivare a quel capitale? Dipende da quanti anni hai davanti e dal rendimento atteso, ed è esattamente ciò che fa l'interesse composto: più tempo c'è, meno devi versare. Qui c'è però un passaggio che quasi tutti saltano: i 240.000€ sono euro di oggi, mentre il versamento lo fai per arrivare a una cifra fra venticinque anni. Con un'inflazione del 2%, per avere lo stesso potere d'acquisto servono circa 394.000€ nominali, e il versamento sale di conseguenza: circa 570–660€ al mese a un rendimento nominale del 5–6%, non 350–400. Detto in altro modo: ragionando in termini reali, con un rendimento reale del 3–4% servono circa 470–540€ al mese. Il calcolatore qui sotto ha un cursore dedicato all'inflazione proprio per questo.

Calcola il tuo numero

Apri il calcolatore "Quanto devo versare al mese?" → — inserisci il tuo capitale obiettivo, gli anni che mancano alla pensione e il rendimento atteso, e ottieni subito il versamento mensile su misura.

L'esempio, in un colpo d'occhio

L’esempio, passo per passo Tenore di vita voluto, l’80% del netto di oggi 2.800 €/mese Pensione pubblica attesa, INPS più ENPAM 2.000 €/mese = Divario da coprire 800 €/mese ×12 Lo stesso divario, in un anno 9.600 €/anno ×25 Capitale necessario, in euro di oggi 240.000 € +2% Lo stesso capitale fra 25 anni, con l’inflazione ~394.000 € Versamento mensile, a 5–6% nominale ~570–660 €/mese
Ogni riga nasce da quella sopra: cambiando il primo numero cambiano tutti gli altri. Il calcolatore dell’obiettivo rifa’ questa catena con i tuoi numeri.

Numeri impegnativi ma non irraggiungibili, se si parte per tempo — e molto più leggeri se si comincia a trent'anni invece che a quaranta. Sono cifre dello stesso ordine di quelle che spesso si "perdono" senza accorgersene: ed è qui che la previdenza complementare aiuta due volte, perché i versamenti a un fondo pensione sono anche deducibili dal reddito (fino a 5.300€ l'anno dal 2026), abbassando le tasse di oggi mentre costruisci la pensione di domani.

Con quali strumenti si colma il gap

Sapere quanto versare è metà del lavoro; l'altra metà è dove versarlo. Per colmare il divario i due strumenti principali, spesso complementari, sono il fondo pensione e gli ETF.

  • Il fondo pensione (previdenza complementare). È lo strumento dedicato: i versamenti sono deducibili fino a 5.300€ l'anno (abbassano l'IRPEF di oggi), la tassazione finale è agevolata (15% che scende fino al 9%), e per il dipendente SSN c'è il contributo del datore con Perseo Sirio. In cambio, il capitale è in larga parte vincolato fino alla pensione.
  • Gli ETF. Massima flessibilità (li vendi quando vuoi), costi bassissimi e libertà di scegliere l'allocazione (vedi cos'è un ETF e portafogli modello). Non danno deduzione in ingresso e le plusvalenze sono tassate al 26%, ma sono insostituibili per la parte di patrimonio che vuoi mantenere liquida e accessibile.
Quanto paghi al ritiro ETF o dossier titoli sulle plusvalenze 26% Fondo pensione nei primi anni 15% Fondo pensione dopo 35 anni di adesione 9%
Al ritiro il fondo pensione gode di una tassazione agevolata: 15% sulla prestazione, che scende dello 0,30% per ogni anno di adesione oltre il 15° fino al 9%; un investimento ordinario sconta invece il 26% sulle plusvalenze.

La strategia più comune non è scegliere l'uno o l'altro, ma usarli insieme: il fondo pensione per la quota deducibile (a maggior ragione se c'è il contributo del datore), gli ETF per la flessibilità e per quanto eccede il tetto. Il calcolatore qui sopra ti dice quanto versare in totale; questi sono i "contenitori" in cui metterlo.

Le tre leve che cambiano il risultato

  • Il tempo, prima di tutto. Iniziare a 35 invece che a 45 può dimezzare il versamento mensile necessario: il compounding fa il lavoro al posto tuo. È la leva più potente, ed è gratis — basta non rimandare.
  • I costi. Strumenti efficienti (ETF, fondo pensione a basse spese) lasciano più rendimento al tuo capitale: un punto di commissioni in meno, su trent'anni, vale decine di migliaia di euro.
  • La costanza. Un versamento automatico ogni mese (un PAC) toglie l'emotività: parte da solo, e in trent'anni è la disciplina — non la genialità — a fare la differenza.

Cosa fare adesso

  1. Prendi la tua stima di pensione ENPAM

    Dal portale dell'iscritto: è il dato che trasforma l'esempio di questo articolo nel tuo calcolo. Senza, navighi a vista.

  2. Calcola il divario e il capitale obiettivo

    Tenore di vita voluto meno pensione attesa, ×12, ×25: in due minuti hai l'ordine di grandezza del capitale che ti serve.

  3. Traduci l'obiettivo in un versamento mensile

    Usa il calcolatore Quanto devo versare al mese? e imposta da oggi un versamento automatico: è il passo che chiude il cerchio.

Domande frequenti

Quanto deve risparmiare al mese un medico per la pensione?

Dipende dagli anni che mancano alla pensione e dal rendimento atteso, perché più tempo c'è meno serve versare grazie all'interesse composto. Nell'esempio dell'articolo il capitale obiettivo è di 240.000 euro in euro di oggi, che con un'inflazione del 2% diventano circa 394.000 euro fra 25 anni: a un rendimento nominale del 5-6% servono circa 570-660 euro al mese. La cifra reale va calcolata sul proprio caso, partendo dalla stima personale della pensione e dal capitale obiettivo.

Il medico dipendente SSN ha solo la pensione INPS o anche l'ENPAM?

Per il dipendente SSN la pensione pubblica non è una voce sola: si sommano la pensione INPS sullo stipendio, nella gestione dei dipendenti pubblici, e l'ENPAM Quota A, obbligatoria per ogni iscritto all'Albo. Se svolge libera professione in intramoenia o extramoenia si aggiunge anche la Quota B. L'errore comune è guardare solo l'INPS dimenticando l'ENPAM, ma anche sommandole di norma non si arriva vicino all'ultimo stipendio.

Come si calcola quanto capitale serve per la pensione con la regola del 4%?

La regola del 4% dice che da un portafoglio ben diversificato si può prelevare ogni anno circa il 4% del capitale iniziale, rivalutato con l'inflazione, con buone probabilità che duri circa trent'anni. Per trovare il capitale necessario si moltiplica la rendita annua da coprire per 25, cioè la si divide per il 4%. Volendo essere più prudenti, per pensioni lunghe si può usare il 3,5%, che equivale a moltiplicare per circa 28.

Guide correlate

Fonti

Gli importi sono illustrativi e servono a mostrare il metodo, non sono una previsione: tenore di vita, pensione ENPAM attesa, rendimenti e durata variano da persona a persona, e la regola del 4% è un'approssimazione, non una garanzia. Per la cifra reale della tua pensione fai riferimento alla stima ENPAM. Questo articolo ha finalità divulgative e non costituisce consulenza previdenziale, finanziaria o di investimento personalizzata.