- Il flaconcino ricostituito serve un solo paziente: il prodotto costa per paziente, non per unità iniettata. Trattare una zona sola a 200€ non lascia nulla; trattare tutto il terzo superiore a 500€ ne lascia 88, negli stessi venti minuti.
- L’effetto dura tre o quattro mesi, quindi chi comincia torna: un paziente non vale una seduta, vale 1.320€ di margine in cinque anni. È l’unico ramo della medicina in cui la ricorrenza è strutturale.
- Un pomeriggio a settimana vale circa 27.900€ l’anno a regime, ma il primo anno chiude sotto di 1.900: l’agenda non si riempie e il master si paga subito.
- Non serve una specializzazione, serve competenza documentata. Il cancello vero è un altro: l’ospedaliero con rapporto esclusivo non può aprire uno studio, e il forfettario — che raddoppierebbe i margini — è chiuso sia a lui sia al medico di base massimalista.
La frase gira nei gruppi di colleghi da anni: un pomeriggio a settimana di medicina estetica, e il secondo stipendio è fatto. Il conto, però, quasi nessuno l’ha visto — e quando si fa non dice né sì né no: dice che due sedute identiche per tempo possono valere zero o ottantotto euro, secondo come hai costruito il listino.
Questa guida risponde a tre domande, in ordine: quanto vale davvero un paziente, che non è quanto vale una seduta; quanto può valere un pomeriggio a settimana, con la rampa dei primi tre anni invece del numero a regime; e chi può farla, che è la domanda che per metà dei lettori rende irrilevanti le prime due. I numeri vengono dai listini reali degli studi, dai prezzi al pubblico dei farmaci in classe C, dal riassunto delle caratteristiche del prodotto depositato in AIFA e dalla risoluzione dell’Agenzia delle Entrate sull’IVA.
1. Non vendi una seduta, vendi un ritorno
Le analisi economiche serie sulla medicina estetica non partono mai dal prezzo di una prestazione. Partono da una caratteristica che questa branca ha e le altre no: l’effetto della tossina botulinica dura tre o quattro mesi, e il riassunto delle caratteristiche del prodotto prescrive intervalli non inferiori a tre mesi fra un trattamento e l’altro. Chi comincia, quindi, torna — due o tre volte l’anno, per anni.
È una differenza di natura, non di grado. Un intervento chirurgico si vende una volta; una visita specialistica si vende quando serve; un trattamento estetico si vende a scadenza, come un abbonamento che il paziente rinnova finché il risultato gli piace. Il numero che conta non è il margine di una seduta, è quello che un paziente lascia finché resta:
Ottantotto euro a seduta sembrano pochi. Milletrecento euro per paziente, su un’agenda che si costruisce nel tempo, sono un’altra cosa — ed è la ragione per cui in questo mestiere il costo di acquisizione di un paziente nuovo si ammortizza, mentre in altre branche non si ammortizza affatto. Da qui in avanti, ogni volta che leggi un margine per seduta, moltiplicalo per tre e poi per gli anni.
2. Due sedute da venti minuti, e una non lascia niente
Ora il conto della singola seduta, che va fatto bene perché è il punto in cui quasi tutte le stime che girano sbagliano — compresa la prima versione di questa guida.
I listini reali non vendono «sedute»: vendono zone. La fronte sta fra 200 e 350€, la glabella fra 200 e 300, le zampe di gallina fra 200 e 300; il trattamento completo del terzo superiore, cioè le tre zone insieme, fra 450 e 600. E le dosi seguono: 15–25 Unità per la glabella, 10–30 per la fronte, 8–15 per lato sulle zampe di gallina, cioè da 41 a 85 Unità in tutto.
Dall’altra parte il prodotto, il cui prezzo è pubblico perché si tratta di farmaci in fascia C: Vistabex 50 Unità 165€, 100 Unità 322,30€, Bocouture 100 Unità 385,43€. E soprattutto una riga del riassunto delle caratteristiche del prodotto che quasi nessuno cita: il flaconcino, una volta ricostituito, «deve essere utilizzato soltanto per il trattamento di un solo paziente durante una singola sessione», e l’eccesso va smaltito.
Il prodotto costa quindi per paziente, non per unità iniettata. Chi tratta una ruga sola paga il flaconcino esattamente come chi ne tratta tre. Ed è qui che il listino a zone, che sembra il più onesto dei listini, si rivolta contro chi lo applica:
Venti minuti in un caso, venti minuti nell’altro. Nel primo il medico ha lavorato gratis, e se ha usato un flaconcino da 100 Unità per una zona sola ci ha rimesso. Non è vero che «il botulino rende poco»: è vero che il botulino a zona singola rende zero, e che l’economia di questo trattamento spinge verso il viso intero — il che, per inciso, è anche il motivo per cui i listini seri fanno pagare il pacchetto meno della somma delle zone.
Un’annotazione tecnica che sposta il conto e che le stime online ignorano: il flaconcino, come tutti i medicinali, si compra con IVA al 10% (n. 114 della tabella A allegata al DPR 633/1972), e quei trentadue euro in linea di principio si detraggono. In pratica quasi mai per intero, perché chi affianca l’estetica a prestazioni sanitarie esenti ricade nel pro-rata dell’art. 19-bis dello stesso decreto, che ammette la detrazione solo nella proporzione fra operazioni imponibili e totale. I conti di questa guida non la considerano: se il tuo studio fa soltanto estetica, aggiungi circa ventinove euro al margine del trattamento completo.
3. Quello che rende di più non è estetica
C’è una parte di questo mestiere che non compare nei listini «beauty» e che ha l’economia migliore di tutte, per due ragioni che si sommano. La prima è che le tariffe sono più alte: il trattamento dei masseteri per il bruxismo sta fra 400 e 600€, quello dell’iperidrosi ascellare fra 500 e 800.
La seconda è fiscale, ed è la più pesante. Le prestazioni sanitarie sono esenti da IVA quando hanno finalità terapeutica: sulla medicina estetica l’Agenzia delle Entrate è tornata con la risoluzione 42/E del 12 giugno 2025, per cui in assenza di scopo terapeutico le prestazioni sono «riconducibili a finalità puramente cosmetiche» e vanno a IVA ordinaria al 22%; ma dove la finalità terapeutica c’è ed è documentata, l’IVA non si applica. Su una tariffa da 650€ sono centodiciassette euro che restano al medico invece di andare all’erario.
Messe insieme le due cose: un trattamento dell’iperidrosi a 650€, che consuma un flaconcino da 100 Unità come il trattamento estetico completo, lascia circa 328€ contro gli 88 del terzo superiore. Quasi quattro volte, a parità di prodotto e di tempo.
L’Agenzia mette per iscritto due condizioni. La finalità terapeutica può essere attestata da qualunque medico, compreso quello che esegue la prestazione; ma dall’attestazione deve emergere il collegamento fra la patologia del paziente e il trattamento come rimedio raccomandato, e l’attestazione deve essere antecedente alla data dell’intervento. Costruirla dopo, su un trattamento nato cosmetico, non regge a un controllo. Quale prodotto sia autorizzato per quale indicazione è poi una scelta clinica, non fiscale: il fatto che il principio attivo sia lo stesso non rende intercambiabili le confezioni.
4. Il vincolo non è il listino, è il tempo
Arriviamo alla domanda vera. Un pomeriggio a settimana sono quattro ore. La seduta di botulino dura quindici-venti minuti e quella di filler una mezz’ora, ma il tempo che conta è quello porta a porta: consulto, consenso informato, fotografie, iniezione, riordino. Sono realisticamente quaranta minuti a paziente, cioè sei pazienti a pomeriggio, e su quaranta settimane l’anno fanno 240 sedute.
Con un mix di sette trattamenti di botulino ogni tre di filler — il filler ha una tariffa simile ma una siringa costa al medico fra 30 e 70 euro invece di 322, quindi ne lascia 257 — il margine medio è di circa 139€ a seduta. Duecentoquaranta sedute fanno 33.300€, da cui escono la sala e la polizza. Ma questo è il numero a regime, ed è il numero che tutti pubblicano dimenticando come ci si arriva:
Il primo anno chiude sotto perché due cose accadono insieme: l’agenda è piena a poco più di un quarto — sono pazienti nuovi, e non ne hai ancora nessuno che torni — e il master si paga tutto subito. Il secondo anno la ricorrenza comincia a lavorare per te: una parte dell’agenda si riempie da sola con chi è già venuto, ed è il motivo per cui la curva è ripida in mezzo e piatta dopo.
Ventisettemila euro l’anno sono un buon secondo reddito, e sono al lordo di contributi e imposte: quanto ne resta davvero dipende dal regime, ed è il punto della sezione 6. Ma sono anche il tetto di un pomeriggio: per raddoppiarli serve raddoppiare i pomeriggi, perché qui non esiste leva che non sia il tempo del medico.
5. Quanto costa cominciare
Prima della prima seduta c’è un investimento, ed è la parte che i corsi di formazione non enfatizzano.
- La formazione. Un master universitario di secondo livello costa fra 4.400 e 15.000€: 4.400 all’Università Niccolò Cusano, 5.500 alla Unicamillus, 15.000 per il biennale di Pavia. Non è solo una spesa: è il documento con cui dimostri quella «documentata esperienza» che il riassunto delle caratteristiche del prodotto richiede, e senza il quale l’assicuratore non ti copre.
- La polizza. La responsabilità civile per medicina estetica è una voce a sé e va dichiarata: circa 1.434€ l’anno per un massimale da un milione. Se la tua polizza attuale non la menziona, per quell’attività sei scoperto.
- La sala. Non serve comprare uno studio: gli spazi condivisi per professionisti sanitari partono da 41€ al giorno tutto incluso e arrivano a 150€ più IVA per una giornata intera in centro a Milano.
Quello che non costa nulla, e che invece pesa, è il tempo prima del tempo: il flaconcino non si compra in farmacia per conto del paziente, perché la ricetta è limitativa e la vendita al pubblico è vietata. Lo acquisti tu, lo conservi tu, e ogni fiala che apri e non usi è una fiala buttata.
6. Il conto per l’ospedaliero e per il medico di base
Restano i due cancelli, e sono quelli che per metà dei lettori rendono accademico tutto il resto.
Chi può iniettare: il malinteso che gira
Si legge quasi ovunque che la tossina botulinica sia riservata a chirurghi plastici, dermatologi, neurologi e maxillo-facciali. Nel documento che conta, quell’elenco non c’è. Il riassunto delle caratteristiche di Vistabex, depositato in AIFA, dice che il medicinale «deve essere somministrato soltanto da medici appropriatamente qualificati e con documentata esperienza nel trattamento e muniti delle necessarie attrezzature»: la prescrizione è limitativa, ma lo specialista è individuato per competenza dimostrabile, non per titolo. I filler ad acido ialuronico, essendo dispositivi medici, non hanno nemmeno quella limitazione.
L’ospedaliero: il contratto prima, il fisco subito dopo
Per un dirigente del SSN con rapporto esclusivo la strada privata è chiusa: l’art. 88 del CCNL consente la libera professione soltanto dentro l’azienda, nelle strutture che l’azienda individua. Per aprire uno studio proprio serve passare al rapporto non esclusivo, e il biglietto costa: l’indennità di esclusività, da 3.199 a 23.461€ l’anno secondo lo scaglione, più la riduzione al 65% della sola retribuzione di posizione parte fissa senza più diritto alla parte variabile. A metà scaglione sono oltre dodicimila euro l’anno: quasi la metà di quello che un pomeriggio a settimana produce a regime, bruciata prima di cominciare.
E c’è un secondo cancello che pochi conoscono. Il regime forfettario, che non addebitando l’IVA porterebbe il margine del terzo superiore da 88 a 178 euro, è precluso a chi nell’anno precedente ha percepito più di 35.000€ di redditi di lavoro dipendente: un dirigente medico parte da 65.000€ lordi ed è fuori, anche da non esclusivo, perché la soglia guarda lo stipendio e non l’esclusività. La strada che gli resta dentro il contratto è l’intramoenia, che ha il vantaggio non piccolo della Quota B ENPAM al 2% invece che al 19,50%, ma dove strutture e prestazioni erogabili le decide l’azienda.
Il medico di base: libero dal contratto, non dalla soglia
Il vincolo contrattuale non ce l’ha: l’accordo collettivo gli consente la libera professione in forma strutturata, anche presso strutture private, senza ridurre il massimale di assistiti. Ma il forfettario ha una seconda porta, quella degli 85.000€ di compensi, e i compensi della convenzione sono compensi a tutti gli effetti: un massimalista con 1.500 assistiti ne fattura circa 107.700 prima di iniettare la prima unità. Fuori anche lui. E per lui il pro-rata è strutturale, perché con la convenzione esente a fare da denominatore l’IVA sugli acquisti la recupera in minima parte.
Chi è libero di farla — il medico di base — di solito fattura già troppo per il regime che la renderebbe conveniente. Chi avrebbe il profilo — l’ospedaliero — è bloccato dal contratto, e dal forfettario è escluso dal suo stesso stipendio. Il regime che raddoppia i margini resta a un terzo lettore: il medico che fa solo libera professione, e che dell’estetica può fare un mestiere invece che un secondo lavoro.
Cosa fare adesso
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Guarda il contratto prima del listino
Se sei dirigente con rapporto esclusivo, la strada privata è chiusa e quella interna passa dall’intramoenia, con i limiti che l’azienda stabilisce. È il primo controllo, perché rende irrilevante tutto il resto.
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Costruisci il listino a pacchetti, non a zone
Con la fiala monopaziente, la zona singola a listino pieno lavora in pari o in perdita. Prezza il trattamento completo sotto la somma delle zone: incassi di più e il paziente spende meno di quanto spenderebbe tornando tre volte per una zona alla volta.
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Conta i pazienti che tornano, non le sedute che fai
Il numero che dice se questo secondo lavoro sta funzionando non è il fatturato del mese: è quanti dei pazienti dell’anno scorso hai rivisto quest’anno. Sotto il 50% di ritorno la rampa del secondo anno non parte, e resti al primo anno per sempre.
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Verifica il regime prima di aprire la partita IVA
Sopra 35.000€ di reddito da lavoro dipendente o 85.000€ di compensi il forfettario non c’è: rifai il conto con il margine ordinario. E i contributi cambiano di dieci volte fra intramoenia (Quota B al 2%) e libera professione esterna (19,50%, o 9,75% con l’aliquota ridotta), da dichiarare con il Modello D.
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Metti la polizza prima del primo paziente
La medicina estetica va dichiarata esplicitamente nella RC professionale: circa 1.434€ l’anno per un milione di massimale. È la spesa meno rimandabile dell’elenco, perché qui il contenzioso è la norma e non l’eccezione.
Domande frequenti
Quanto si guadagna con la medicina estetica come secondo lavoro?
Un pomeriggio a settimana vale circa 27.900 euro l'anno a regime, al netto della sala e della polizza ma prima dei contributi e delle imposte, nell'ipotesi di quattro ore per quaranta settimane, quaranta minuti a paziente porta a porta e un mix di sette trattamenti di botulino ogni tre di filler. Il primo anno chiude però sotto di circa 1.900 euro, perché l'agenda è piena a poco più di un quarto e il master si paga tutto subito. Il numero che conta davvero non è il margine di una seduta ma quello di un paziente: poiché l'effetto della tossina dura tre o quattro mesi, chi comincia torna due o tre volte l'anno, e in cinque anni lascia circa 1.320 euro di margine a fronte di 7.500 euro di fatturato.
Perché un trattamento di botulino su una zona sola non rende nulla?
Perché il flaconcino di tossina botulinica, una volta ricostituito, secondo il riassunto delle caratteristiche del prodotto deve essere utilizzato per un solo paziente durante una singola sessione, e l'eccesso va smaltito: il prodotto costa quindi per paziente e non per unità iniettata. Trattare una zona sola a 200 euro consuma un flaconcino da 50 Unità che ne costa 165 e paga 36 euro di IVA, quindi al medico non resta nulla. Trattare tutto il terzo superiore del viso, cioè fronte, glabella e zampe di gallina, a 500 euro consuma un flaconcino da 100 Unità che ne costa 322,30 e paga 90 euro di IVA, e lascia 88 euro. Il tempo impiegato è lo stesso, circa venti minuti. In regime forfettario, che non addebita l'IVA, i due margini diventano 35 e 178 euro.
Un medico ospedaliero può fare medicina estetica privatamente?
Solo se ha un rapporto di lavoro non esclusivo. Con il rapporto esclusivo l'articolo 88 del contratto dell'Area Sanità consente la libera professione soltanto all'interno dell'azienda, nelle strutture da questa individuate. Passare al rapporto non esclusivo comporta la perdita dell'indennità di esclusività, che vale da 3.199 a 23.461 euro l'anno secondo lo scaglione, e la riduzione al 65 per cento della sola retribuzione di posizione parte fissa senza più diritto alla parte variabile: a metà scaglione sono oltre dodicimila euro l'anno, quasi la metà di quello che un pomeriggio a settimana produce a regime. In più il regime forfettario gli è precluso, perché non vi può accedere chi nell'anno precedente ha percepito più di 35.000 euro di redditi di lavoro dipendente e un dirigente medico parte da 65.000 euro lordi. Il medico di medicina generale non ha il vincolo contrattuale, ma se è massimalista supera la soglia dei compensi e resta fuori dal forfettario per l'altra porta.
Guide correlate
Fonti
- AIFA — riassunto delle caratteristiche del prodotto di Vistabex (tossina botulinica di tipo A, AIC 036103): «deve essere somministrato soltanto da medici appropriatamente qualificati e con documentata esperienza nel trattamento e muniti delle necessarie attrezzature»; «dopo la ricostituzione, deve essere utilizzato soltanto per il trattamento di un solo paziente durante una singola sessione»; intervalli fra i trattamenti non inferiori a tre mesi. Classificazione in fascia C con ricetta USPL, quindi a prescrizione limitativa e senza vendita al pubblico. Prezzi al pubblico: 165,00€ il flaconcino da 50 Unità (AIC 036103024) e 322,30€ quello da 100 (AIC 036103048); Bocouture 100 Unità 385,43€, Azzalure 125 Unità 202,40€ (le unità dei diversi prodotti non sono equivalenti fra loro e non vanno confrontate a parità di numero).
- Listini pubblici di studi e poliambulatori di medicina estetica, anno 2026, per tariffe e dosi: fronte 200–350€, glabella 200–300€, zampe di gallina 200–300€, trattamento completo del terzo superiore 450–600€, masseteri 400–600€, iperidrosi ascellare 500–800€, filler ad acido ialuronico 300–450€ a fiala; dosi di 15–25 Unità per la glabella, 10–30 per la fronte e 8–15 per lato sulle zampe di gallina; durata dell’effetto di tre-quattro mesi. Coerenti con le tariffe nazionali ponderate della SIES per il 2024 (botulino 150–350€ a seduta, filler 300–450€) e con i prezzi all’ingrosso internazionali, superiori a quelli italiani al pubblico.
- Agenzia delle Entrate — risoluzione 42/E del 12 giugno 2025, sul trattamento IVA delle prestazioni di chirurgia e medicina estetica (art. 4-quater del D.L. 145/2023, convertito dalla L. 191/2023 e modificato dall’art. 7-sexies del D.L. 113/2024): esenzione ex art. 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/1972 solo con finalità terapeutica; l’attestazione può essere resa da qualunque medico, anche da quello che esegue la prestazione, deve mostrare il collegamento fra patologia e trattamento ed essere antecedente all’intervento; in assenza, aliquota ordinaria del 22%. E DPR 633/1972: aliquota del 10% sui medicinali (tabella A, parte III, n. 114) e pro-rata di detraibilità per chi svolge insieme operazioni imponibili ed esenti (art. 19 c. 5 e art. 19-bis).
- Regime forfettario — legge 190/2014, art. 1: comma 54 lett. a), soglia di 85.000€ di ricavi o compensi; comma 57 lett. d-ter), esclusione per redditi di lavoro dipendente o assimilati eccedenti 30.000€, soglia elevata a 35.000€ per il 2025 e confermata per il 2026 dal comma 27 dell’art. 1 della legge 199/2025.
- CCNL Area Sanità 2022-2024, artt. 88 e 14 c. 9: attività libero-professionale intramuraria consentita ai dirigenti con rapporto esclusivo nelle strutture individuate dall’Azienda; conseguenze del passaggio al rapporto non esclusivo, fra cui la cessazione dell’indennità di esclusività e il 65% della sola retribuzione di posizione parte fissa. Importi per scaglione di anzianità: vedi quanto guadagna un medico ospedaliero.
- Bandi dei master universitari di II livello in medicina estetica, anno accademico 2025/2026 (Università Niccolò Cusano 4.400€, Unicamillus 5.500€, Università di Pavia 15.000€ per il biennale); preventivi di broker assicurativi per la RC di medicina estetica (circa 1.434€ l’anno con massimale di 1.000.000€); listini di spazi medici condivisi (da 41€ al giorno all inclusive a 150€ più IVA per la giornata intera).
I conti di questa guida sono modelli con ipotesi dichiarate, non previsioni del tuo compenso: tariffa media dei listini, listino comprensivo di IVA, un flaconcino per paziente, venti minuti per il botulino e trenta per il filler, quaranta minuti porta a porta, quattro ore per quaranta settimane, agenda al 27% il primo anno e al 60% il secondo, sette trattamenti di botulino ogni tre di filler, e nessuna detrazione dell’IVA sugli acquisti. Cambia una di queste ipotesi e cambia il risultato: rifai il conto sul tuo listino e sulla tua agenda. I prezzi dei farmaci in fascia C sono prezzi al pubblico e chi acquista per uso professionale può spuntare condizioni diverse. Nulla di quanto scritto costituisce indicazione clinica: la scelta del prodotto, delle dosi e delle indicazioni resta responsabilità del medico che esegue il trattamento. Questo articolo ha finalità divulgative e non costituisce consulenza fiscale, previdenziale o legale personalizzata.