In breve
  • Con il Modello D comunichi a ENPAM i redditi da libera professione dell'anno prima: da quella cifra nasce il contributo di Quota B.
  • Per il 2026 (redditi 2025) la scadenza è slittata dal 31 luglio al 4 settembre. Chi arriva dopo paga 120€ di sanzione fissa.
  • L'aliquota — 19,5%, 9,75% o 2% — va scelta prima di compilare il modello, non dopo. E anche chi è sotto la soglia di esonero fa bene a dichiarare lo stesso: lo consiglia ENPAM.

È una casella sola. Dentro ci metti un numero, e quel numero decide quanto verserai a ENPAM entro il 31 ottobre. Nessun altro adempimento dell'anno ha un rapporto così sbilanciato tra fatica richiesta e denaro in gioco.

Il Modello D è la dichiarazione annuale con cui i medici e gli odontoiatri iscritti comunicano a ENPAM i redditi da libera professione prodotti nell'anno precedente. Non è una tassa e non è un doppione della dichiarazione dei redditi: è il dato su cui ENPAM calcola la Quota B, cioè il contributo proporzionale che si affianca alla Quota A fissa. Si compila online nell'area riservata del sito ENPAM, e il sistema calcola l'importo dovuto nel momento stesso in cui invii.

La scadenza: 4 settembre 2026

Il termine ordinario è il 31 luglio. Per il Modello D 2026 — quello che dichiara i redditi del 2025 — il Consiglio di amministrazione della Fondazione lo ha prorogato a venerdì 4 settembre 2026, in conseguenza dello slittamento di alcune scadenze fiscali disposto per legge, che ha spostato in avanti anche il lavoro di commercialisti e consulenti.

Le tre date che contano

4 settembre 2026 — invio del Modello D (redditi 2025).
30 settembre 2026 — ultimo giorno per attivare la domiciliazione bancaria, se vuoi pagare a rate.
31 ottobre 2026 — pagamento della Quota B in unica soluzione, oppure prima rata.

La proroga riguarda solo l'invio della dichiarazione. La scadenza di pagamento della Quota B resta il 31 ottobre: i due termini viaggiano separati, e chi si è abituato a considerarli un blocco unico rischia di ritrovarsi con meno di due mesi tra la dichiarazione e l'esborso.

Chi invia dopo il termine paga una sanzione fissa di 120€. È una cifra piccola in assoluto, ed è proprio questo il problema: non spaventa abbastanza da far rispettare la scadenza, ma si somma a un contributo che spesso è l'uscita più pesante dell'autunno. Se ti accorgi di aver sbagliato una cifra, la dichiarazione si può rettificare entro il 31 dicembre dello stesso anno.

Chi non lo deve inviare (ma quasi tutti dovrebbero farlo lo stesso)

Una parte di reddito è già coperta dalla Quota A, che paghi comunque per il solo fatto di essere iscritto all'Albo. La Quota B si calcola solo su ciò che eccede quella soglia, e sotto di essa ENPAM non chiede né contributo né dichiarazione. Per i contributi 2026 (redditi 2025) i valori sono:

Età nel 2025Reddito 2025 coperto dalla Quota A
Meno di 40 anni€5.446,77
Dai 40 anni in su€10.059,28

Chi è rimasto sotto la propria soglia non deve la Quota B 2026. Le soglie vengono aggiornate ogni anno e cambiano se l'iscrizione, la cancellazione o il pensionamento sono avvenuti in corso d'anno: la tua è indicata nell'area riservata.

Il consiglio è di ENPAM, non nostro

Anche sotto soglia, conviene dichiarare lo stesso. Se non c'è niente da pagare, ENPAM non chiede niente. Ma se in seguito il reddito si rivelasse sopra il limite, chi ha già dichiarato può semplicemente rettificare, mentre chi non ha dichiarato affatto si prende i 120€ di sanzione. Se il reddito da libera professione è stato zero, il modello non serve — si può comunque fare una dichiarazione a zero.

I pensionati hanno una regola a parte, e va letta con attenzione. Chi non paga più la Quota A deve dichiarare sempre, qualunque sia l'importo: per lui la soglia non esiste. Chi invece è pensionato ma continua a versare la Quota A conserva il beneficio della soglia come tutti gli altri. È la Quota A a dare il diritto di non presentare il modello sotto una certa cifra, non lo stato di pensionato.

L'aliquota si sceglie prima, non dopo

È l'errore che costa di più. La Quota B non ha un'aliquota unica: ne ha tre, e quella agevolata non viene applicata in automatico. Va richiesta con un modulo dedicato, e va fatto prima di compilare il Modello D — una volta inviata la dichiarazione, l'aliquota è quella.

AliquotaSul reddito fino a 150.000€A chi si applica
Intera19,50%chi fa solo libera professione: non è pensionato e non versa ad altre gestioni obbligatorie. Può sceglierla chiunque voglia una pensione più alta
Dimezzata9,75%chi versa anche altrove: medici convenzionati con il SSN, ospedalieri per l'extramoenia, specializzandi, pensionati ENPAM e INPS
Ridotta2,00%chi produce redditi da intramoenia e non è pensionato ENPAM nell'anno: oltre ai dipendenti, anche specializzandi, dottorandi di ricerca e specialisti ambulatoriali. E i tirocinanti del corso di formazione in Medicina generale, per la sola durata del corso

Sopra i 150.000€ di reddito, sull'eccedenza si versa l'1%, quale che sia l'aliquota scelta sotto quella soglia.

Per il 2% sull'intramoenia c'è un riscontro pratico: il reddito deve comparire al punto 4 della Certificazione unica (altri redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente) e/o al punto 671 (prestazioni aggiuntive del personale sanitario). Se non è lì, probabilmente non è intramoenia.

Un'avvertenza per chi è andato in pensione anticipata: a partire dai redditi 2024, chi percepisce una pensione anticipata di Quota B — anche in cumulo — è tenuto all'aliquota intera fino all'età della pensione di vecchiaia, cioè 68 anni. Non è una svista del sistema: è la regola.

Vale la pena fermarsi un momento sulla scelta, perché non è solo un costo. L'aliquota intera è il doppio della dimezzata, ma è anche contributo che matura pensione: il convenzionato o l'ospedaliero che sceglie volontariamente il 19,5% sta comprando rendita futura, non pagando una multa. Se invece hai già una previdenza pubblica solida e preferisci destinare quei soldi a strumenti che controlli tu, il confronto naturale è con il fondo pensione o gli ETF.

Che cosa va dichiarato

Un numero solo: la somma dei redditi da attività libero-professionale dell'anno precedente, al netto delle spese sostenute per produrli. Il principio è che dal lordo si tolgono le sole spese deducibili secondo le norme fiscali, quelle che già compaiono nella tua dichiarazione dei redditi.

La parte laboriosa non è compilare: è andare a pescare le cifre giuste nei modelli fiscali. Ecco dove stanno.

SituazioneDove guardare
Libera professione, regime ordinarioquadro RE: rigo RE2 meno rigo RE20 (lordo meno spese deducibili)
Regime forfettarioquadro LM, rigo LM34
Vecchio regime dei minimiquadro LM, rigo LM6
Lavoro autonomo non abituale, anche esteroquadro RL, rigo RL15
Diritti d'autore (articoli, opere dell'ingegno)quadro RL, rigo RL25
Associazioni in partecipazione con solo apporto di lavoroquadro RL, rigo RL27
Partecipazione in società di personequadro RH

Vanno dichiarati anche i redditi da attività intramoenia e da attività equiparate, i compensi da collaborazioni o contratti a progetto se legati alla competenza medica, le borse di studio dei corsi di formazione specialistica, i compensi da incarichi di amministratore di società con attività connessa alla professione, e i redditi da partecipazione in società che svolgono attività medico-odontoiatrica. Conta la sostanza dell'attività, non la qualificazione fiscale: se il compenso nasce dalla laurea in Medicina o Odontoiatria, ENPAM lo considera libero-professionale.

Che cosa non va dichiarato

Qui si annidano gli errori più costosi, perché dichiarare troppo significa pagare contributi non dovuti su cifre che non sarebbero mai entrate nel calcolo.

  • I compensi delle ASL per attività in convenzione o accreditamento con il SSN. Su di essi la ritenuta ENPAM è già applicata in busta paga: il medico di famiglia, il pediatra di libera scelta e lo specialista ambulatoriale non li portano nel Modello D.
  • I sussidi per malattia e l'indennità di maternità.
  • Gli altri sussidi assistenziali, come quello ENPAM per calamità naturali.
  • Gli eventuali adeguamenti agli studi di settore.
  • Ogni reddito già assoggettato ad altra previdenza obbligatoria.
L'eccezione che trae in inganno

Se collabori con una struttura privata accreditata con il SSN, quei compensi vanno dichiarati — anche se su di essi sono già stati versati i contributi del 2% e del 4% alla gestione specialisti esterni. Il motivo: è la struttura a essere accreditata, non tu, e nei suoi confronti sei un libero professionista. È il caso opposto a quello del convenzionato, che dall'ASL riceve compensi già gravati di ritenuta ENPAM e non li dichiara. ENPAM incrocia i dati con l'Anagrafe tributaria, quindi non è un dettaglio che passa inosservato.

E due sottrazioni da non fare, anche se verrebbe istintivo: non si tolgono i contributi previdenziali già pagati, e non si toglie la parte di reddito coperta dalla Quota A. Di quest'ultima il sistema tiene conto da sé, in automatico: sottrarla a mano significa dichiarare meno del dovuto.

Se hai spese miste

Chi lavora in convenzione e insieme fa libera professione spesso non riesce ad attribuire ogni spesa all'una o all'altra attività. In quel caso la quota deducibile si determina in proporzione: spese totali × compensi da libera professione ÷ compensi totali.
L'esempio di ENPAM: 25.000€ di spese, 40.000€ di compensi liberi e 80.000€ dal SSN. Le spese imputabili alla libera professione sono 25.000 × 40.000 ÷ 120.000 = 8.333,33€, e il reddito da dichiarare è 40.000 − 8.333,33 = 31.666,67€.

I sei casi che generano più dubbi

  • Hai aderito al concordato preventivo biennale. A ENPAM dichiari il reddito effettivamente prodotto, non quello «proposto» dall'Agenzia delle Entrate. L'accordo con il fisco non fa testo per i contributi.
  • Sostituzioni e continuità assistenziale. Non vanno nel Modello D se la ritenuta ENPAM è già applicata in busta paga. Se invece il rapporto è di collaborazione coordinata e continuativa, il reddito va dichiarato — anche se per errore sono stati trattenuti contributi INPS alla fonte.
  • Ti hanno trattenuto contributi INPS che dovevano andare a ENPAM. Capita con i contratti co.co.co. delle aziende sanitarie. Quei contributi spettano a ENPAM: segnala l'errore all'Azienda e chiedi all'INPS la restituzione. Per il dipendente pubblico non è un cavillo — sull'intramoenia l'aliquota ENPAM è tipicamente il 2% contro oltre il 33% della Gestione separata INPS.
  • Corso di formazione in Medicina generale più forfettario. Se nel 2025 hai avuto sia la borsa del corso sia reddito da partita IVA in forfettario, i due importi si sommano: borsa più rigo LM34, e il totale va nel Modello D.
  • Hai chiuso l'anno in perdita. Le perdite degli anni precedenti non si compensano con i redditi degli anni successivi: la regola fiscale che lo consente non vale per i contributi ENPAM.
  • Sei diventato dipendente ospedaliero nel 2026. L'aliquota ridotta non la puoi usare quest'anno, perché il Modello D 2026 dichiara i redditi del 2025. La chiederai con la dichiarazione del prossimo anno.

Dopo l'invio: come si paga

Appena inviato il modello, il sistema mostra il prospetto di calcolo del contributo dovuto, che resta consultabile nell'area riservata. ENPAM manda anche una email di conferma con il riepilogo, ma il controllo che vale davvero è un altro: nell'area riservata, alla voce «Modello D — Dichiarazione dei Redditi Quota B», deve comparire il PDF riepilogativo di quanto hai dichiarato. Se quel documento non c'è, la dichiarazione non è andata a buon fine e va rifatta. E no, per PEC non si può inviare: solo online.

Il pagamento si fa entro il 31 ottobre con avviso PagoPA in unica soluzione, oppure a rate — ma la rateizzazione esiste solo attivando la domiciliazione bancaria, e va richiesta entro il 30 settembre dall'area riservata. Si sceglie fra unica soluzione, 2 rate (31 ottobre e 31 dicembre), 5 o 9 rate, che si allungano fino al 30 giugno 2027. Le rate che scadono entro il 2026 non hanno interessi; quelle che cadono nel 2027 sono maggiorate del solo interesse legale, che dal 1° gennaio 2026 è l'1,6% annuo.

Chi ha bisogno di respiro può usare la carta di credito ENPAM, a canone gratuito per medici e dentisti, che permette di dilazionare la Quota B fino a 30 mesi pagando i soli interessi. E vale la pena ricordare che i contributi versati alla Quota B sono interamente deducibili dal reddito in dichiarazione: l'esborso lordo non è il costo vero.

Cosa fare adesso

  • Dichiara comunque, anche se sei sotto soglia. Se nel 2025 il reddito libero-professionale netto è stato sotto 5.446,77€ (under 40) o 10.059,28€ (dai 40 in su) non devi nulla, ma ENPAM stessa consiglia di inviare lo stesso: costa cinque minuti e ti mette al riparo dalla sanzione se poi il reddito si rivelasse sopra il limite.
  • Decidi l'aliquota prima di aprire il modello. Se hai diritto alla dimezzata o alla ridotta e la vuoi, il modulo va compilato per primo. Se invece stai valutando di pagare l'intera per alzare la pensione, fallo come scelta consapevole, non per dimenticanza.
  • Prendi il numero dalla dichiarazione dei redditi, non dall'estratto conto bancario: RE2 meno RE20 se sei in ordinario, LM34 se sei in forfettario.
  • Se paghi a rate, muoviti entro il 30 settembre. Dopo quella data la domiciliazione vale per l'anno prossimo, non per questo.
  • Metti da parte il contributo prima che scada. La Quota B è il tipo di uscita che si conosce con dieci mesi di anticipo: se ti coglie di sorpresa a ottobre, il problema non è ENPAM, è il cuscinetto di liquidità.

Domande frequenti

Quando scade il Modello D ENPAM 2026?

Il termine ordinario è il 31 luglio, ma per il 2026 il Consiglio di amministrazione della Fondazione ENPAM lo ha prorogato a venerdì 4 settembre 2026. Riguarda i redditi da libera professione prodotti nel 2025. Chi invia dopo quella data paga una sanzione fissa di 120 euro. Resta invece confermato al 31 ottobre il termine per pagare i contributi di Quota B.

Chi non deve compilare il Modello D?

Chi nel 2025 è rimasto sotto il reddito già coperto dalla Quota A: 5.446,77 euro per chi aveva meno di 40 anni, 10.059,28 euro dai 40 in su. Sotto quelle soglie la Quota B non è dovuta, e non serve il modello nemmeno a chi non ha avuto alcun reddito da libera professione. ENPAM consiglia però di dichiarare lo stesso: se non c'è niente da pagare non chiede niente, e se il reddito si rivelasse poi superiore al limite si può rettificare invece di pagare la sanzione. I pensionati che non versano più la Quota A devono invece dichiarare sempre, qualunque sia l'importo: è la Quota A a dare diritto all'esonero sotto soglia, non lo stato di pensionato.

Con il concordato preventivo biennale cosa dichiaro a ENPAM?

Il reddito effettivamente prodotto, non quello concordato con l'Agenzia delle Entrate. L'accordo con il fisco vale per le imposte, non per i contributi previdenziali: nel Modello D va l'importo reale dell'anno, anche quando è più alto della proposta accettata. È una delle differenze che sfuggono più spesso a chi ha aderito al concordato pensando che valga per tutto.

Il medico di famiglia deve fare il Modello D?

Solo se ha redditi da libera professione veri e propri. I compensi che riceve dall'ASL per l'attività in convenzione con il SSN non vanno dichiarati nel Modello D, perché sono già soggetti a contribuzione presso i fondi della medicina convenzionata. Lo stesso vale per il pediatra di libera scelta e per lo specialista ambulatoriale. Va invece dichiarato tutto ciò che guadagna come libero professionista fuori dalla convenzione.

Quale aliquota di Quota B devo scegliere?

L'aliquota intera è il 19,5% ed è obbligatoria per chi fa esclusivamente libera professione. La dimezzata è il 9,75% e spetta a chi versa anche ad altre gestioni obbligatorie: convenzionati, ospedalieri per l'extramoenia, specializzandi, pensionati. La ridotta è il 2% e riguarda l'intramoenia degli iscritti INPS e i tirocinanti del corso di formazione in Medicina generale. Le aliquote agevolate non sono automatiche: vanno richieste con un modulo prima di compilare il Modello D.

Nel Modello D devo dichiarare il reddito lordo o netto?

Netto delle spese, ma non di tutto. Si parte dal reddito lordo da libera professione e si tolgono soltanto le spese deducibili secondo le norme fiscali, quelle che già compaiono nella dichiarazione dei redditi. Non vanno invece sottratti i contributi previdenziali già versati, né la parte di reddito coperta dalla Quota A: di quella il sistema ENPAM tiene conto da solo.

Come si dichiara il reddito in regime forfettario?

Nel regime forfettario si prende l'importo del rigo LM34 del quadro LM del modello Redditi, se l'attività è riconducibile all'esercizio della professione medica. È il reddito determinato in modo forfettario, cioè applicando il coefficiente di redditività ai compensi incassati: non si tolgono le spese effettive, perché nel forfettario non entrano nel calcolo.

Posso correggere il Modello D dopo averlo inviato?

Sì. La dichiarazione si può rettificare entro il 31 dicembre dello stesso anno in cui è stata presentata, sempre dall'area riservata del sito ENPAM. Conviene farlo appena ci si accorge dell'errore, perché la rettifica cambia l'importo del contributo dovuto e le scadenze di pagamento restano quelle.

Guide correlate

Fonti

Scadenze, soglie e aliquote indicate sono quelle vigenti per il Modello D 2026 (redditi 2025), verificate a luglio 2026 sulle pagine ufficiali ENPAM e sulle «Istruzioni Modello D» edizione 2026 pubblicate dalla Fondazione. Le soglie di reddito coperto dalla Quota A e l'interesse legale vengono aggiornati ogni anno; ENPAM può disporre proroghe con delibera del Consiglio di Amministrazione. Verifica sempre i valori correnti nell'area riservata dell'iscritto. Questo articolo ha finalità divulgative e non costituisce consulenza previdenziale, fiscale o finanziaria personalizzata: per i casi dubbi — spese miste, redditi da società, attività occasionale — il riferimento resta il tuo commercialista.