Dalla rata di novembre 2026 il contratto di formazione specialistica cresce per tutti i medici in formazione. La legge di bilancio 2025 ha alzato del 5% la parte fissa e del 50% la parte variabile in venti specializzazioni a decorrere dall’anno accademico 2025/2026, che per le scuole comincia il 2 novembre 2026. Gli atenei applicano i nuovi importi da novembre a ogni anno di corso.

I nuovi importi

Il contratto ha due parti. La parte fissa è uguale per tutti e passa da 22.700 a 23.835€ lordi l’anno. La parte variabile dipende dall’anno di corso: resta di 2.300€ nei primi due anni e di 3.300€ dal terzo, ma nelle venti specializzazioni indicate dalla legge sale a 3.450 e 4.950€. Fino a ottobre il contratto vale 25.000€ lordi nei primi due anni e 26.000€ dal terzo.

Anno di corsoLordo annuoNetto al meseIn più al mese
Tutte le scuole
Primo e secondo anno26.135€2.004€+87€
Dal terzo anno27.135€2.080€+87€
Le venti specializzazioni con la variabile +50%
Primo e secondo anno27.285€2.092€+175€
Dal terzo anno28.785€2.207€+214€

Netto in busta: lordo meno l’8% di contributi INPS, diviso per dodici rate. L’aumento è nel comma 336 della legge 207/2024, che ha inserito il comma 3-bis nell’articolo 39 del decreto legislativo 368/1999; il comma 337 stanzia 120 milioni di euro l’anno dal 2026.

Le venti specializzazioni con la variabile più alta

La legge le elenca una per una:

  • Anatomia patologica
  • Anestesia, rianimazione, terapia intensiva e del dolore
  • Audiologia e foniatria
  • Chirurgia generale
  • Chirurgia toracica
  • Farmacologia e tossicologia clinica
  • Genetica medica
  • Geriatria
  • Igiene e medicina preventiva
  • Malattie infettive e tropicali
  • Medicina di comunità e delle cure primarie
  • Medicina d’emergenza-urgenza
  • Medicina e cure palliative
  • Medicina interna
  • Medicina nucleare
  • Microbiologia e virologia
  • Nefrologia
  • Patologia clinica e biochimica clinica
  • Radioterapia
  • Statistica sanitaria e biometria

Quanto arriva in busta

Il contratto di formazione specialistica non paga l’IRPEF: l’articolo 41 del decreto 368/1999 rinvia all’esenzione delle borse di studio della legge 476/1984. L’unica trattenuta è quella della Gestione separata INPS: per chi è iscritto all’ENPAM l’aliquota è del 24%, per due terzi a carico dell’università e per un terzo tuo, cioè l’8% del lordo. Dei 1.135€ lordi in più di parte fissa te ne restano così 1.044 l’anno, 87€ al mese; nelle venti scuole con la variabile maggiorata si arriva a 175€ nei primi due anni e a 214€ dal terzo.

Le rate si pagano a mese scaduto: il primo importo più alto è quello della rata di novembre. Con il compenso salgono anche i contributi alla Gestione separata, che finiscono nel montante della tua futura pensione INPS: sulla sola parte fissa sono 272€ in più l’anno, fra la quota dell’università e la tua. Come funzionano trattenute e contributi lo spiega la guida sullo stipendio dello specializzando.

Se la scuola si sospende

L’aumento della parte fissa conta anche quando la formazione si ferma. Con una gravidanza o una malattia che ti tiene lontano per più di 40 giorni lavorativi consecutivi la scuola si sospende, e l’università paga solo la parte fissa (art. 40 del decreto 368/1999): da novembre sono 23.835€ l’anno, cioè 1.986,25€ lordi al mese. Come si combinano università ed ENPAM durante la maternità è spiegato nella guida sulla maternità delle dottoresse.

Cosa fare

  • L’aumento non si chiede: lo applica l’ateneo che gestisce il tuo contratto.
  • Controlla la rata di novembre: lorda deve essere di 2.177,92€ nei primi due anni e di 2.261,25€ dal terzo; nelle venti specializzazioni con la variabile maggiorata, di 2.273,75€ e di 2.398,75€. Se non torna, chiedi all’ufficio dell’ateneo che segue i contratti di formazione.
  • Se a fine anno ti avanza qualcosa, le tre mosse patrimoniali dei primi anni sono nella guida sullo specializzando.

Domande frequenti

Da quando aumenta lo stipendio degli specializzandi?

Dalla rata di novembre 2026. La legge di bilancio 2025 fa partire gli aumenti dall'anno accademico 2025/2026, che per le scuole di specializzazione comincia il 2 novembre 2026, e gli atenei applicano i nuovi importi da novembre a tutti i medici in formazione, in qualsiasi anno di corso. Le rate si pagano a mese scaduto.

Di quanto aumenta il contratto di formazione specialistica?

La parte fissa passa da 22.700 a 23.835 euro lordi l'anno per tutti: il contratto sale a 26.135 euro nei primi due anni e a 27.135 euro dal terzo, cioè circa 87 euro netti in più al mese. Nelle venti specializzazioni in cui cresce del 50% anche la parte variabile si arriva a 27.285 e 28.785 euro, con 175 e 214 euro netti in più al mese.

Quali specializzazioni hanno l'aumento della parte variabile?

Venti, elencate dalla legge: anatomia patologica; anestesia, rianimazione, terapia intensiva e del dolore; audiologia e foniatria; chirurgia generale; chirurgia toracica; farmacologia e tossicologia clinica; genetica medica; geriatria; igiene e medicina preventiva; malattie infettive e tropicali; medicina di comunità e delle cure primarie; medicina d'emergenza-urgenza; medicina e cure palliative; medicina interna; medicina nucleare; microbiologia e virologia; nefrologia; patologia clinica e biochimica clinica; radioterapia; statistica sanitaria e biometria.

Approfondisci nelle guide

Fonti

Notizia basata sul testo della legge, sul bando del MUR e sulle pagine degli atenei, consultati a ottobre 2026: fanno fede il tuo contratto e il cedolino dell’ateneo. Il netto non tiene conto della Quota A dell’ENPAM, che si paga a parte. Questo articolo ha finalità divulgative e non costituisce consulenza fiscale o previdenziale personalizzata.