Stipendio e fisco del medico
Quanto entra, da dipendente o da libero professionista, e quanto ne resta dopo le tasse. Con i numeri del contratto nazionale e le aliquote in vigore.
Sul reddito dei medici circolano cifre che non stanno in piedi, quasi sempre perché si confonde il lordo con il netto o si somma quello che non si somma. Il punto di partenza è il contratto nazionale, che è un documento pubblico: lo stipendio tabellare di un dirigente medico del Servizio sanitario vale 50.005,77€ annui lordi per tredici mensilità, uguale per tutti, e a quello si sommano voci che dipendono da anzianità e incarico.
Quanto guadagna un medico ospedaliero ricostruisce la busta paga voce per voce, dal primo anno alla direzione di struttura complessa, con l’articolo di contratto accanto a ogni cifra. Prima ancora, per chi è in formazione, c’è lo stipendio dello specializzando, che ha regole tutte sue; e per chi lavora sul territorio, il compenso del pediatra di libera scelta, che non è uno stipendio ma una quota per assistito.
La seconda metà della questione è la forma. Dipendente, libero professionista o misto non è una sfumatura contrattuale: cambia i contributi, le tutele e le leve fiscali disponibili. Per il dipendente del Servizio sanitario la scelta più pesante è fra intramoenia ed extramoenia, che sposta l’indennità di esclusività e fa passare la Quota B ENPAM dal 2% al 9,75%.
Sul fisco, le due domande ricorrenti sono se convenga il regime forfettario o quello ordinario — con la soglia degli 85.000€ e il coefficiente del 78% per i sanitari, e un effetto sulla pensione che quasi nessuno mette nel conto — e quali spese si possono davvero dedurre, con i limiti riscritti dalla riforma del 2025.
Un avvertimento che vale per tutta questa sezione: la parte fissa dello stipendio è solo metà della storia. L’altra metà sono le voci che cambiano di mese in mese — guardie, notti, festivi, pronta disponibilità, prestazioni aggiuntive — e sono anche quelle su cui girano più leggende. Una guardia notturna dentro l’orario vale 100€ a turno, 120 nei pronto soccorso, e quel compenso assorbe l’indennità notturna oraria: chi fa il conto a 2,74€ l’ora sbaglia di quattro volte.
E poi c’è il salto dal lordo al netto, che per un medico è più ripido che per quasi chiunque altro. Superati i 50.000€ di reddito, ogni euro lordo in più sconta il 43% di IRPEF, le addizionali locali e i contributi: in busta ne arriva circa la metà. È la ragione per cui, per chi guadagna così, una deduzione vale il doppio che per un contribuente medio — e da lì parte il ragionamento su previdenza e riscatti.
Quanto guadagna un medico ospedaliero: le cifre del contratto
Tabellare 50.005,77€ e specificità 9.466€ sono uguali per tutti. Il resto dipende da anzianità e incarico: da 65.000€ lordi nei primi cinque anni a oltre 114.000€ per un direttore di struttura complessa.
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