Pensione e previdenza del medico
Il primo pilastro è obbligatorio e quasi nessuno sa leggerlo. Il secondo è volontario e quasi nessuno lo usa. Qui ci sono tutti e due.
La pensione del medico sta su due piani che non si parlano. Il primo è obbligatorio: ENPAM per chi ha una partita IVA, INPS Gestione Dipendenti Pubblici per chi lavora nel Servizio sanitario, tutti e due per chi fa le due cose. Il secondo è volontario, e quasi sempre resta vuoto.
Sul primo: Quota A e Quota B sono contributi distinti, con regole diverse, e la Quota B va dichiarata ogni anno con il Modello D, una scadenza che sfugge a molti. Due leve che quasi nessuno guarda: il riscatto della laurea, deducibile senza tetti ma non per questo sempre conveniente, e il TFR, che per il dipendente pubblico è una scelta e non un automatismo.
Sul secondo si gioca la differenza. La previdenza complementare deduce i versamenti e tassa la prestazione a un’aliquota che scende con gli anni di iscrizione: per chi sta nello scaglione più alto è il maggiore arbitraggio fiscale a disposizione. Quale fondo dipende da chi sei: Perseo Sirio se sei dipendente, perché porta con sé il contributo del datore, FondoSanità se sei libero professionista. E se ti chiedi se convenga invece un ETF, la risposta sta in ETF o fondo pensione: dipende da chi mette i soldi accanto ai tuoi.
ENPAM: Quota A, Quota B e le altre gestioni
Non è "il fondo del medico" come voce unica: Quota A, Quota B e i fondi della medicina convenzionata. Come leggere il proprio estratto, con gli importi Quota A 2026 e le quattro aliquote di Quota B.
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La dichiarazione che decide quanto pagherai di Quota B: scadenza al 4 settembre 2026, chi è esonerato, quale aliquota scegliere prima di compilare, e i righi da cui prendere il numero.
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8.199€ per ogni anno di corso, interamente deducibili. Ma la deduzione dice quanto costa, non se conviene: il confronto con il fondo pensione e con un ETF, e quando lasciar perdere.
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Il 6,91% della retribuzione accantonato ogni anno per legge. Su 30 anni vale tra €100.000 e €200.000 lordi. La voce che ogni dipendente SSN dovrebbe saper leggere.
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Tre famiglie di fondi pensione (negoziali, aperti, PIP), una decisione che vale decine di migliaia di euro a fine carriera. Come orientarsi prima di firmare.
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Aderire o no al fondo pensione negoziale del pubblico impiego sanità sembra una scelta minore. A fine carriera vale circa €85.000 di patrimonio in più.
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Il fondo dei sanitari autonomi non ha il contributo del datore: la convenienza sta tutta nel fisco. ISC contro la media COVIP, rendimenti dei tre comparti, e quanto torna indietro davvero.
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Deducibilità €5.300, costi reali (ETF efficienti vs Perseo Sirio e FondoSanità), tassazione, liquidità e la scelta della rendita. Non è o l'uno o l'altro: il confronto, con i numeri.
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Le guide spiegano il metodo. Qui ci sono i calcolatori, che lavorano sui tuoi importi, e la scheda con tutti i numeri in vigore.
Quanto devi versare al mese
Fissa l’obiettivo di capitale e gli anni che mancano: il calcolatore dice quanto serve mettere via ogni mese.
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Aliquote, soglie, scadenze e importi in vigore, tema per tema: una pagina sola da tenere aperta quando servono i numeri.
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Quando cambia una legge o un numero, la novità lo racconta e la guida si aggiorna.
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