In breve
  • Costa 8.199,32€ per ogni anno di corso legale, fino a sei, rateizzabili in nove anni. È interamente deducibile: i sei anni pieni sono 49.196€ lordi, circa 26.100€ netti con marginale al 47%.
  • Alza la pensione di 3.629€ lordi l'anno a vita, riscattando a 48. Ma gli stessi soldi, convertiti in rendita allo stesso modo, ne pagherebbero il 48% in più in un ETF e il 157% in più in un fondo pensione: dentro ENPAM il montante cresce all'1,5% l'anno, fuori al 4,5–5,7%.
  • Quasi mai fa uscire prima: i requisiti che mordono sono anagrafici. Sposta la data solo per chi esce con l'INPS e ha cominciato a versare prima dei 29 anni e 11 mesi.
  • Quello che compri davvero è una garanzia: un reddito a vita che non dipende dai mercati e non può esaurirsi. Vale il prezzo se non avrai altre pensioni solide; molto meno se ne hai già una piena.

Il riscatto della laurea è la voce di ENPAM su cui si sentono le opinioni più nette e i conti più approssimativi. È l'unico versamento volontario che si deduce senza tetti: questo lo rende potente, non lo rende automaticamente conveniente. Le due cose vengono confuse di continuo.

Un riscatto è un versamento volontario che fai a ENPAM (o a INPS) per "comprare" anni di contributi: tipicamente gli anni dell'università, che altrimenti non contano nulla ai fini della pensione. Questa guida risponde nell'ordine alle quattro domande che contano davvero — quanto costa, che cosa compri con precisione, se ti fa uscire prima (quasi mai, e vedremo perché) e se è il miglior uso possibile di quei soldi. Tutti i numeri vengono dal Vademecum ENPAM 2026, dai decreti ministeriali sui coefficienti e dai dati ufficiali dei fondi: sono elencati in fondo.

1. Quanto costa

Dal 2025 il riscatto degli anni di laurea si può fare anche sulla Quota A, la gestione a cui ogni medico iscritto all'Albo versa per obbligo. Il costo è fisso: quattro volte il contributo di Quota A degli ultraquarantenni in vigore quando presenti domanda. Nel 2026 quel contributo è di 2.049,83€, quindi ogni anno di corso costa 8.199,32€ e i sei anni pieni 49.196€.

Riscatto agevolato laurea ENPAM — condizioni 2026
  • Costo fisso: €8.199,32 per ogni anno di corso legale (4 volte il contributo Quota A ultraquarantenni 2026, €2.049,83).
  • Si possono riscattare fino a 6 anni di corso legale.
  • Pagamento in unica soluzione o rateizzato fino a 9 anni.
  • Requisito di accesso: almeno 10 anni di anzianità contributiva sulla Quota A e opzione per il calcolo contributivo su questa gestione.
  • Gli anni riscattati valgono anche presso INPS in regime di cumulo gratuito al pensionamento.

Il punto che cambia tutto viene dopo: quell'importo è interamente deducibile dal reddito IRPEF, senza tetti. Non è una detrazione parziale né un credito spalmato in dieci anni: esce dall'imponibile per intero, nell'anno in cui versi. Per un medico nei due scaglioni alti, quanto costa davvero dipende quindi dalla sua aliquota marginale:

Quanto costa davvero riscattare sei anni Costo lordo: 49.196 € in entrambi i casi. Cambia dove passa il taglio. Marginale 43% · solo IRPEF ~28.000 € netti Marginale 47% · IRPEF e addizionali ~26.100 € netti Costo netto di tasca tua Risparmio fiscale per deducibilità 28.042 → 26.074 € 21.154 → 23.122 €
Più alta è l’aliquota marginale, meno costa il riscatto: è la stessa spesa lorda, ma lo Stato ne rimborsa una fetta più grande.

Le rate seguono una regola sua: puoi diluire il pagamento su un numero di anni pari a quelli riscattati aumentati del 50% — sei anni di laurea, quindi, si pagano fino a nove — con una maggiorazione pari all'interesse legale, 1,60% dal 1° gennaio 2026. Puoi anche versare un acconto prima di ricevere la proposta, utile a fine anno per consolidare la deduzione entro il 31 dicembre.

2. Che cosa compri, esattamente

Qui quasi tutti si fermano a "una pensione più alta". Si può essere precisi, perché i tre ingredienti del calcolo sono pubblici e nessuno di loro è una stima.

Il conto, con i numeri veri

Adesso si può fare per intero, perché i tre parametri sono pubblici. I 49.196€ versati entrano nel montante contributivo di Quota A. Il montante si rivaluta al tasso annuo di capitalizzazione, che ENPAM applica su base composta: negli ultimi quindici anni è stato quasi sempre 1,5000%, il minimo di legge, con punte all'1,77% nel 2020 e all'1,86% nel 2023. Alla pensione il montante si moltiplica per il coefficiente di trasformazione, che a 68 anni vale 5,808% (decreto direttoriale del 20 novembre 2024, in vigore dal 1° gennaio 2025). Riscattando a 48 anni e pagando in nove rate, a 68 il montante è di circa 62.500€ e la pensione sale di 3.629€ lordi l'anno. A 40 anni, con più tempo di capitalizzazione, sono 4.088€. Il costo netto rientra in poco più di sette anni di pensione lorda: per una rendita vitalizia e rivalutata è un buon prezzo.

Tradotto: circa quattordici euro di pensione lorda l'anno per ogni cento euro netti spesi, finché vivi. Al netto dell'IRPEF sulla pensione restano intorno agli otto. Sembra molto, e infatti a questo punto quasi tutti si fermano e firmano. È l'errore: quella cifra non è un rendimento, è una rendita che consuma il capitale versato. Per sapere se conviene bisogna metterla accanto a quello che gli stessi soldi produrrebbero altrove, convertiti nello stesso modo. Lo facciamo al punto 5, ed è lì che l'articolo cambia direzione.

Un dettaglio che pesa più di quanto sembri: il montante si rivaluta all'1,5%, mentre l'onere del riscatto si aggiorna ogni anno con il contributo di Quota A, che segue l'inflazione più tre punti. Chi rimanda paga di più e capitalizza per meno tempo: sul riscatto, aspettare costa due volte.

3. Ti fa uscire prima? Quasi sempre no

È la ragione che quasi tutti danno per riscattare, ed è quella che regge meno. Non perché gli anni comprati non contino — contano — ma perché nella pensione dei medici i requisiti che mordono sono anagrafici, non contributivi: sono le candeline, non i contributi, a decidere quando esci. Il riscatto agisce sul secondo numero, e il secondo numero quasi sempre non è quello che ti blocca.

Sul fondo ENPAM il conto si chiude subito. La pensione ordinaria di vecchiaia di Quota A vuole 68 anni di età e cinque anni di contribuzione, anche riscattata (Vademecum 2026, pag. 22): cinque anni li ha qualunque medico iscritto all'Albo da un lustro. C'è una porta più anticipata, a 65 anni, ma chiede due cose che il riscatto non ti dà: l'opzione per il calcolo contributivo dell'intera Quota A e venti anni di contribuzione alla Quota A — che un medico iscritto a ventisei anni matura a quarantasei, senza comprare nulla. E l'opzione la puoi esercitare comunque, riscatto o non riscatto. In più, ENPAM è esplicita su un limite: il riscatto di Quota A non vale per raggiungere i requisiti dell'anticipata delle altre gestioni, Quota B compresa.

Sul lato INPS — quello che riguarda il dirigente dipendente — c'è un caso, uno solo, in cui il riscatto sposta davvero la data. La pensione di vecchiaia (67 anni, 67 e un mese dal 2027, 67 e tre mesi dal 2028, con venti anni di contributi) non si muove: i venti anni un medico strutturato li ha comunque. La pensione anticipata invece non guarda l'età e guarda solo i contributi: 42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 e 10 per le donne fino al 31 dicembre 2026 — 42 e 11 nel 2027, 43 e 1 nel 2028. Qui gli anni riscattati contano per intero. Il punto è che il conto va fatto:

Di quanto anticipi l’uscita, riscattando sei anni uscita con l’INPS, uomo: anticipata a 42 anni e 10 mesi, più tre di finestra Hai cominciato a versare a 26 anni 3 anni e 11 mesi a 28 anni 1 anno e 11 mesi a 30 anni nessun anticipo a 32 anni nessun anticipo
La soglia è secca e cade a 29 anni e 11 mesi: chi ha cominciato a versare dopo, con sei anni riscattati non arriva sotto la vecchiaia. Alza l’assegno, non sposta la data.

Il calcolo è questo, e puoi rifarlo sul tuo caso in dieci secondi. Ti servono 42 anni e 10 mesi di contributi; sei riscattati te ne lasciano 36 e 10 da versare davvero; sommali all'età a cui hai cominciato, e aggiungi tre mesi di finestra — l'articolo 15 del decreto-legge 4/2019 è rubricato proprio «decorrenza con finestre trimestrali» e dispone che la pensione parta tre mesi dopo la maturazione del requisito. Se il totale sta sotto i 67, hai anticipato di quella differenza; se lo supera, esci comunque per vecchiaia e il riscatto non ha spostato niente. La soglia cade a 29 anni e 11 mesi di età al primo contributo: tre mesi di finestra bastano a cancellare l'anticipo di chi ha cominciato a trenta.

Morale, senza sconti: per la maggior parte dei medici il riscatto alza l'assegno, non sposta la data. Chi versa immaginando di andarsene due anni prima, nove volte su dieci sta comprando un'altra cosa — una pensione più alta, che resta un buon acquisto, ma va deciso sapendo che cos'è. Per chi si è specializzato da poco il quadro migliora: da quando gli specializzandi versano contributi, le coorti nuove partono con qualche anno di vantaggio e la soglia dei trent'anni diventa raggiungibile.

4. Su quale gestione riscattare

Gli anni riscattati valgono solo nella gestione su cui li compri, e lo stesso periodo di studi si riscatta una volta sola: una volta valorizzata la laurea da una parte, quegli anni non valgono per le altre. È la decisione irreversibile dentro la decisione, e va presa prima di versare.

  • Modalità ordinaria INPS: costo proporzionale al reddito attuale. Per un medico strutturato a metà carriera supera facilmente i €12.000–15.000 per anno di laurea.
  • Modalità agevolata INPS: costo fisso, per il 2026 circa €6.209 per anno di laurea. Pensata per chi è nel contributivo puro; chi ha contributi ante-1996 può accedervi solo optando per il calcolo contributivo — scelta irrevocabile che può abbassare la pensione, quindi da simulare prima.

Linea guida pratica: se la maggior parte della tua carriera è (o sarà) su ENPAM — libera professione, convenzionamento, specialista ambulatoriale — conviene quasi sempre il riscatto ENPAM, sia per la deducibilità sia perché gli anni "girano" anche presso INPS in cumulo. Se invece la tua storia contributiva è fortemente sbilanciata su INPS (lunghi periodi di Gestione Separata o lavoro dipendente fuori dal SSN), il riscatto INPS può avere senso — anche perché non richiede i 10 anni di anzianità su Quota A. Per chi è in posizione mista: fai entrambe le simulazioni, ENPAM dall'area riservata di enpam.it e INPS da MyINPS, prima di decidere.

5. Gli stessi soldi possono andare altrove

Fin qui abbiamo calcolato quanto costa il riscatto e quanto rende. Manca la domanda che il calcolo del risparmio fiscale non pone mai: quei ventisei o ventottomila euro netti, se non finissero nel riscatto, dove finirebbero? La deducibilità riduce il prezzo dell'operazione; non dimostra che sia l'operazione migliore. Le alternative realistiche sono due, e non si escludono a vicenda.

Riscatto anni di contributi e una rendita a vita
Fondo pensione un montante che segue i mercati
ETF un capitale che segue i mercati
Deduzione
Riscattopiena, senza tetto
Fondo pensionefino a 5.300€ l’anno, datore compreso
ETFnessuna
Tasse lungo la strada
Riscattonessuna
Fondo pensione20% l’anno sui rendimenti
ETFsolo il bollo dello 0,2%
All’incasso
RiscattoIRPEF piena, come una pensione
Fondo pensionedal 15% al 9% secondo gli anni di iscrizione
ETF26% sui guadagni, quando vendi
Se cambi idea
Riscattoniente: è irreversibile
Fondo pensioneanticipazioni e riscatti parziali, entro limiti
ETFvendi quando vuoi
Se muori prima
Riscattoresta la reversibilità ai superstiti
Fondo pensioneil montante va agli eredi
ETFil capitale va agli eredi

Sul fondo pensione la differenza sta tutta nel tetto, che la Legge di Bilancio 2026 ha alzato a 5.300€ l'anno. La deducibilità senza limiti del riscatto vale davvero solo se vuoi dedurre più di quella cifra in un anno solo: se la stessa somma la distribuisci su più anni, la previdenza complementare te la deduce ugualmente. E in cambio ti lascia due cose che il riscatto non ti lascia: un montante che resta tuo — anticipabile in parte, e agli eredi se muori prima — e una tassazione all'incasso che parte dal 15% e scende fino al 9% dopo trentacinque anni di iscrizione, invece dell'IRPEF piena. Due avvertenze in direzioni opposte: il tetto comprende anche i versamenti del datore, quindi da dipendente SSN iscritto a Perseo Sirio lo spazio tuo è meno di 5.300€; ma chi ha iniziato a lavorare dopo il 2006 recupera negli anni successivi le deduzioni non sfruttate nei primi cinque di iscrizione, fino a 7.950€ l'anno.

Con l'ETF parti da meno — senza deduzione, di 49.196€ lordi in mano ne restano 26.100 — ma corri più leggero: paghi lo 0,14% di TER di un VWCE e lo 0,2% di bollo, e il 26% arriva solo sui guadagni e solo quando vendi, quindi fino ad allora l'interesse composto lavora anche sulla parte di imposta non ancora versata. In cambio di metà del capitale iniziale hai liquidità piena, nessun obbligo di rendita, nessun rischio che cambino le regole.

Mettiamoli sullo stesso tavolo, a parità di esborso netto. Il riscatto pieno pagato a rate a partire dai 48 anni costa 49.196€ lordi, 26.100€ netti di tasca tua. Gli stessi 26.100€ netti valgono 4.920€ l'anno lordi in un fondo pensione — la deduzione è la stessa e sta sotto il tetto — oppure 2.607€ l'anno netti in un ETF, dove deduzione non ce n'è. Con i mercati al 6% lordo per tutti e due:

Gli stessi soldi, a 68 anni 26.100€ netti di tasca tua in dieci anni dai 48; mercati al 6% lordo Quello che hai messo di tasca tua 26.100 € In un ETF, tutti disponibili 52.600 € In un fondo pensione 91.600 € 45.800 di capitale · 45.800 obbligatoriamente in rendita
Il fondo arriva più in alto perché ci entra il lordo, 49.196€ invece di 26.100. Ma solo metà esce come capitale: sul denaro che puoi prendere e spendere, 52.600 contro 45.800.

Il fondo arriva più in alto per un motivo solo: ci entra il lordo, quasi il doppio di capitale al lavoro. Corre però più piano. A parità di mercato, l'ISC di FondoSanità (0,34–0,38% su 35 anni) e il 20% ogni anno sui rendimenti lo portano al 4,51% netto, contro il 5,66% di un ETF che paga 0,14% di TER, 0,2% di bollo e il 26% solo alla fine: poco più di un punto l'anno di differenza. E c'è il vincolo che rovescia la lettura: dal fondo al massimo il 50% esce come capitale, il resto è obbligo di rendita. Contati i soldi che puoi prendere e spendere, l'ordine si inverte — 52.600€ contro 45.800 — più una rendita di pari valore, che per chi non ha altre pensioni solide vale parecchio e per chi ce le ha, meno.

Una cosa va detta, perché questa proiezione è generosa col fondo pensione: gli assegna lo stesso rendimento di mercato dell'ETF, e nei fatti non è andata così. Il comparto Espansione di FondoSanità ha reso il 5,80% l'anno netto nella media 2021–2025; il comparto azionario di Perseo Sirio il 9,2% nel biennio 2024–2025, contro il 16,2% di VWCE nello stesso periodo. Applicando i tassi realmente registrati, il divario sul capitale disponibile passa da settemila euro a oltre diciottomila. Le ragioni di quel distacco — cambio coperto, indice senza mercati emergenti, gestione attiva — e il perché nonostante tutto il fondo resti imbattibile sulla quota deducibile stanno in ETF o fondo pensione.

Il confronto decisivo però non è sui capitali: è su quanto ti arriva ogni anno. E qui serve un passaggio che quasi nessuno fa, perché è l'unico onesto. La pensione del riscatto consuma il montante: te lo restituisce a rate finché vivi. Confrontarla con un prelievo del 4% che lascia il capitale intatto sarebbe un paragone truccato. Per metterli sullo stesso piano applichiamo a tutti e tre lo stesso coefficiente di trasformazione, il 5,808% di ENPAM: chiediamo cioè a ciascun montante quanta rendita a vita saprebbe pagare, alle stesse condizioni attuariali.

Quanta rendita a vita, con lo stesso esborso 26.100€ netti, convertiti a 68 anni con lo stesso coefficiente (5,808%) Riscatto ENPAM 2.068 € il montante cresce all’1,5% l’anno ETF 3.057 € cresce al 5,66%, ma dipende dai mercati Fondo pensione 5.323 € cresce al 4,51%; metà è già rendita per legge
Importi netti annui, a vita. Il riscatto è l’unico che non può esaurirsi né dipende dai mercati: è questo che stai comprando, e costa circa metà del reddito.

Il risultato ribalta l'impressione che lascia la deduzione. A parità di esborso netto e di conversione, un semplice ETF paga il 48% in più del riscatto, e un fondo pensione il 157% in più. Riscattando a 40 anni invece che a 48, con otto anni in più di capitalizzazione, il divario si allarga ancora: +94% e +235%.

Il motivo sta in una riga: la deduzione vale il 47% una volta sola, il divario di rendimento vale tre o quattro punti ogni anno per vent'anni. Dentro ENPAM il montante cresce all'1,5%; fuori cresce al 4,5–5,7% netto. Non c'è sconto fiscale che compensi quattro punti l'anno per due decenni. Girata al contrario è ancora più chiara: perché il riscatto pareggiasse un semplice ETF, il tasso di capitalizzazione di ENPAM dovrebbe essere del 4,10% invece dell'1,50%.

Il confronto ha due limiti, e vanno dichiarati perché giocano tutti e due a favore del riscatto. Il primo: applicare il coefficiente ENPAM al capitale di un ETF significa ipotizzare che tu riesca a comprarti una rendita alle stesse condizioni, e sul mercato una rendita vitalizia costa di più, perché l'assicuratore ci mette margine e prudenza. Il secondo, più importante: la pensione del riscatto non può finire. Se arrivi a novantacinque anni continua ad arrivare, non dipende da come sono andate le borse né da quanto sei stato disciplinato nei prelievi, e non ti chiede di gestire niente. Un capitale, invece, lo devi amministrare, e può esaurirsi.

È questo il vero oggetto della decisione: stai comprando una garanzia, e adesso ne conosci il prezzo — circa metà del reddito che gli stessi soldi produrrebbero da soli. Per chi non avrà altre pensioni solide, o sa di non voler gestire un capitale, può essere un prezzo giusto. Per chi ha già una pensione piena e un patrimonio da far crescere, quasi mai lo è.

Le cifre dipendono dalle ipotesi, e vale la pena vedere quanto. Al 5% lordo invece del 6% i due capitali diventano 80.400€ e 46.200€; riscattando a 40 anni invece che a 48, con ventotto anni davanti invece di venti, salgono a 134.400€ e 78.000€ — e l'incremento di pensione sale a 4.088€. Il tempo lavora per tutti e tre, ma non allo stesso ritmo.

6. Quando lasciar perdere

  • Sei in regime forfettario. Il riscatto non riduce il reddito soggetto a imposta sostitutiva: resta deducibile solo da eventuali altri redditi IRPEF, per esempio da lavoro dipendente se sei in posizione mista. Nel forfettario puro il vantaggio fiscale si riduce sostanzialmente, e con esso metà della ragione per farlo. Vedi Partita IVA del medico: forfettario o ordinario.
  • Hai un'aliquota marginale bassa. Sotto i 28.000€ di imponibile la marginale è del 23%: il riscatto resta un investimento previdenziale valido, ma il co-finanziamento dello Stato si comprime molto. Spesso conviene aspettare un anno di reddito più alto — tenendo presente che nel frattempo l'onere sale.
  • Hai bisogno di liquidità a breve. I soldi del riscatto non li rivedi fino al pensionamento, e non c'è anticipazione che tenga. Va fatto dopo aver costruito il fondo di emergenza, non prima.
  • Hai una lunga anzianità da calcolare col retributivo. Chi si è iscritto al Fondo generale prima del 1° gennaio 2013 accede a questi riscatti solo optando per il calcolo contributivo dell'intera anzianità di Quota A: una scelta che non si annulla. ENPAM stessa, nella guida ai medici dipendenti, avverte che il riscatto agevolato non è per forza il più conveniente, e porta l'esempio di un collega che per quella strada avrebbe pagato più di 6.000€ l'anno perdendo oltre 1.000€ lordi al mese di pensione INPS. Prima di optare, il conto va fatto sui due scenari.
  • Sei ancora specializzando. Con redditi bassi o esenti la deduzione vale poco o nulla, ed è il momento meno efficiente per bruciare un riscatto che si fa una volta sola.

Come si fa, in pratica

La domanda si presenta online dall'area riservata di enpam.it: voce "Investi nella tua pensione" → "Riscatti e Ricongiunzioni". Il sistema propone una simulazione in tempo reale del costo e dell'incremento di pensione che ne deriva: trattandosi di un riscatto a costo fisso, proposta e accettazione avvengono nella stessa sessione, e fino all'accettazione non sei impegnato a nulla. Vedi i tuoi numeri esatti prima di firmare qualunque cosa — e sono i numeri che contano, perché tengono conto della tua posizione e non di un caso medio.

Cosa fare adesso

  1. Verifica la tua anzianità su Quota A

    Il riscatto richiede almeno 10 anni di anzianità contributiva sulla Quota A e meno di 68 anni di età. La trovi nell'estratto contributivo dell'area riservata. Se i dieci anni non li hai ancora, segna la data in cui li maturerai.

  2. Fai la simulazione, gratuita e senza impegno

    Area riservata ENPAM → "Investi nella tua pensione" → "Riscatti e Ricongiunzioni". Vedi costo esatto, incremento di pensione e piani di rateizzazione per il tuo caso. Se hai anche contributi INPS rilevanti, fai la simulazione gemella su MyINPS: sono due conti diversi e vanno visti insieme.

  3. Metti il numero accanto alle alternative

    Prendi l'incremento annuo che ti dà la simulazione e confrontalo con quello che gli stessi soldi renderebbero in un fondo pensione o in un ETF, come nel punto 5. Se cerchi reddito garantito a vita, il riscatto regge; se cerchi patrimonio, quasi sempre no.

  4. Scegli l'anno fiscale, e non rimandare troppo

    La deduzione vale di più negli anni di reddito alto: se ne prevedi uno eccezionale, è il momento in cui il riscatto costa meno. Ma l'onere cresce ogni anno con il contributo di Quota A, e il montante capitalizza per meno tempo: rimandare di dieci anni costa da entrambi i lati.

Domande frequenti

Quanto costa il riscatto agevolato della laurea ENPAM nel 2026?

Il riscatto agevolato della laurea sulla Quota A ha un costo fisso di 8.199,32 euro per ogni anno di corso legale, pari a 4 volte il contributo Quota A ultraquarantenni 2026 di 2.049,83 euro. Si possono riscattare fino a 6 anni di corso legale, per un totale di 49.196 euro lordi. Essendo l'importo deducibile al 100% dal reddito IRPEF, il costo netto effettivo scende a circa 28.000 euro con marginale al 43% e a circa 26.100 euro con marginale al 47%.

Conviene il riscatto della laurea ENPAM o INPS per un medico?

Se la maggior parte della carriera è o sarà su ENPAM, come libera professione, convenzionamento o specialista ambulatoriale, è quasi sempre più vantaggioso il riscatto ENPAM agevolato, sia per la deducibilità sia perché gli anni valgono anche presso INPS in regime di cumulo. Se invece la storia contributiva è fortemente sbilanciata su INPS, come lunghi periodi di Gestione Separata o lavoro dipendente fuori dal SSN, il riscatto INPS può avere senso, anche perché non richiede i 10 anni di anzianità su Quota A. Per le situazioni miste conviene fare entrambe le simulazioni, ENPAM dall'area riservata enpam.it e INPS da MyINPS, prima di decidere.

Meglio riscattare la laurea o versare in un fondo pensione?

Sui numeri il fondo pensione vince nettamente. A parità di 26.100 euro netti di esborso e convertendo entrambi in rendita con lo stesso coefficiente, il riscatto a 48 anni paga 2.068 euro netti l'anno a vita, il fondo pensione 5.323: il 157 per cento in più. Il motivo è che la deduzione vale una volta sola, mentre il divario di rendimento — 1,5 per cento dentro ENPAM contro 4,51 nel fondo — vale ogni anno per vent'anni. Il riscatto conserva un vantaggio che i numeri non mostrano: la sua rendita non può esaurirsi e non dipende dai mercati. Per il resto, dipende da quanto vuoi dedurre in un anno solo e da che cosa vuoi ottenere. Sotto i 5.300 euro l'anno la deduzione è la stessa: il fondo pensione la riconosce come il riscatto. Sopra quella soglia solo il riscatto deduce tutto. Cambia però che cosa compri: il riscatto compra anni di contributi e una rendita a vita calcolata con le regole ENPAM, ed è irreversibile; il fondo pensione costruisce un montante che resta tuo, in parte anticipabile, che va agli eredi se muori prima e che all'incasso si tassa dal 15 al 9 per cento invece che a IRPEF piena. Il riscatto ha una cosa che il fondo non ha: può anticipare la data di pensione, ma solo se lo fai sulla gestione con cui uscirai davvero.

Quando non conviene riscattare la laurea?

Il riscatto è meno vantaggioso in regime forfettario, che non ammette deduzioni dal reddito oltre ai contributi previdenziali obbligatori, riducendo sostanzialmente il vantaggio fiscale. Conviene meno anche con un'aliquota marginale bassa, sotto i 28.000 euro di imponibile con marginale al 23%, perché il co-finanziamento dello Stato si comprime molto: spesso conviene aspettare anni di reddito più alto. Infine è poco indicato se serve liquidità a breve, perché i soldi del riscatto non si rivedono fino al pensionamento: in genere ha senso solo dopo aver costruito il fondo di emergenza.

Guide correlate

Fonti

  • ENPAM — area riservata, sezione "Riscatti e Ricongiunzioni"; guida "Dalla Laurea alla Pensione — Liberi Professionisti" 2026 (riscatto agevolato Quota A = 4 volte il contributo Quota A ultraquarantenni, €2.049,83 nel 2026).
  • Delibera ENPAM sul riscatto agevolato della laurea in Quota A, in vigore da gennaio 2025 (delibera CdA n. 10 del 23 gennaio 2025 per l'opzione al calcolo contributivo).
  • ENPAM — Vademecum 2026, pagg. 14-15 (requisiti, onere, rateazione, opzione per il calcolo contributivo dell'intera anzianità di Quota A) e guida "Dalla Laurea alla Pensione — Medici dipendenti" (esempio del riscatto agevolato INPS che sarebbe costato oltre 1.000€ lordi al mese di pensione).
  • INPS — riscatto di laurea ordinario e agevolato (D.L. 4/2019 e succ. mod.).
  • Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il MEF — decreto direttoriale del 20 novembre 2024: coefficienti di trasformazione del montante contributivo in vigore dal 1° gennaio 2025 (5,250% a 65 anni, 5,608% a 67, 5,808% a 68, 6,258% a 70).
  • ENPAM — tabella del tasso annuo di capitalizzazione del montante contributivo, approvazione ministeriale del 23 febbraio 2024: 1,5000% in quasi tutti gli anni dal 2009, 1,7670% nel 2020, 1,8599% nel 2023.
  • D.L. 28 gennaio 2019, n. 4, art. 15 (testo coordinato in Gazzetta Ufficiale) — «Riduzione anzianità contributiva per accesso al pensionamento anticipato indipendente dall'età anagrafica. Decorrenza con finestre trimestrali»: «Il trattamento pensionistico decorre trascorsi tre mesi dalla data di maturazione dei predetti requisiti».
  • INPS — requisiti 2026-2028: vecchiaia 67 anni (67 e 1 mese dal 2027, 67 e 3 mesi dal 2028) con 20 anni di contributi; anticipata 42 anni e 10 mesi (uomini) e 41 e 10 (donne) fino al 31 dicembre 2026, poi 42 e 11 / 41 e 11 nel 2027 e 43 e 1 / 42 e 1 nel 2028.
  • TUIR art. 10 c. 1 lett. e) — deducibilità integrale dei contributi previdenziali obbligatori e dei riscatti.

Gli importi citati (€8.199,32/anno per il riscatto agevolato ENPAM, €6.208,95/anno per l'agevolato INPS) sono quelli vigenti per il 2026 e vengono aggiornati annualmente. La convenienza del riscatto dipende dalla situazione contributiva, reddituale e fiscale individuale: fai sempre la simulazione ufficiale prima di decidere. Questo articolo ha finalità divulgative e non costituisce consulenza previdenziale, fiscale o finanziaria personalizzata.