Nel tris di ETF che Vanguard ha portato su Borsa Italiana insieme a VALL ce n’è uno più particolare degli altri: il FTSE All-World ex US (ticker VXUS, ISIN IE0009A5ADV9), che replica tutto il mercato azionario mondiale tranne gli Stati Uniti, con un costo annuo (TER) dello 0,12%. È l’unico ETF UCITS senza Stati Uniti che comprende anche i mercati emergenti, e serve a una cosa precisa: decidere da sé quanta America avere.

Perché esiste

In un ETF mondiale classico il peso di ogni paese è quello della sua capitalizzazione di borsa. A fine agosto 2026 significa che gli Stati Uniti sono il 61,7% del FTSE All-World: comprando VWCE, più di tre quinti dei tuoi soldi vanno in un solo paese, e il dosaggio non si regola.

Quanto pesa l’America nel mondo composizione del FTSE All-World, l’indice di VWCE USA 61,7% resto 38,3% dopo gli USA: Giappone 6,0% · Taiwan 3,3% · Regno Unito 3,2% con un ETF mondiale unico il dosaggio è questo, fisso; con S&P 500 + VXUS lo scegli tu Fonte: FTSE Russell, FTSE All-World al 31 agosto 2026
Più di tre quinti del mondo, per capitalizzazione, sono un solo paese. VXUS è l’altro pezzo: tutto quello che non è America, emergenti compresi.

VXUS è il pezzo mancante per chi quel dosaggio vuole sceglierlo. La coppia funziona così: un ETF sul solo mercato americano, per esempio sull’S&P 500, più VXUS per tutto il resto, sviluppati ed emergenti. Le proporzioni le decidi tu: circa 62 e 38 come il mercato, 50 e 50, o quello che la tua testa regge. Dentro ciascun blocco resta la ponderazione a capitalizzazione, quindi non stai facendo stock picking: stai solo scegliendo il rubinetto dell’America.

Cosa cambia

  • Prima non si poteva, non con gli emergenti dentro: gli altri UCITS che escludono gli Stati Uniti (di Xtrackers, iShares, Amundi e UBS, sul MSCI World ex USA) coprono i soli mercati sviluppati. VXUS aggiunge Taiwan, India, Cina e gli altri emergenti in un solo strumento.
  • La coppia può costare meno del singolo: un ETF sull’S&P 500 costa fra lo 0,03 e lo 0,07%, VXUS lo 0,12%. Un 70/30 America-resto costa fra lo 0,06 e lo 0,09% l’anno, meno dello 0,14% di VWCE.
  • Ma raddoppia la manutenzione: due strumenti a ogni versamento e un ribilanciamento all’anno per tenere le proporzioni. La semplicità dell’ETF unico ha un valore, e chi se lo dimentica di solito lo riscopre al primo anno di trascuratezza.
  • Il fondo è ancora piccolo: a inizio ottobre gestiva 117 milioni di dollari, poco sopra i 100 milioni sotto i quali il prospetto consente di chiuderlo. VALL, lanciato lo stesso giorno, ne ha raccolti 2,6 miliardi. Su uno strumento così giovane conviene anche usare ordini con limite di prezzo.

Cosa fare

  • Se hai VWCE o VALL e il peso dell’America deciso dal mercato ti sta bene: niente. La soluzione a un solo ETF resta la più semplice e per la maggior parte delle persone la migliore.
  • Se l’idea di avere più del 60% in un solo paese ti toglie il sonno, la coppia S&P 500 + VXUS è il modo pulito di regolarla: senza scommesse su singoli titoli e senza pagare la gestione attiva. Un’altra strada, diversa, è quella dell’ETF che pesa i paesi per PIL.
  • Ricorda che dosare è una scommessa anche quando sembra prudenza: sottopesare l’America ha significato, negli ultimi quindici anni, rendere meno del mercato. In euro, da settembre 2011 a settembre 2026, l’indice MSCI degli Stati Uniti ha reso il 16,3% l’anno, quello del mondo intero il 13,0% e quello del mondo senza l’America il 9,7%. Può cambiare, ma è una scelta, non un pasto gratis.
  • Per i concetti di base: cos’è un ETF e i portafogli modello.

Domande frequenti

A che cosa serve un ETF mondiale senza gli Stati Uniti?

A scegliere da sé quanta America avere in portafoglio. In un ETF mondiale classico come VWCE il peso degli Stati Uniti è quello della capitalizzazione di mercato, il 61,7% a fine agosto 2026, e non si può regolare. Abbinando un ETF sul solo mercato americano, per esempio sull'S&P 500, a uno sul resto del mondo come VXUS, le proporzioni le decide l'investitore: 50 e 50, 70 e 30, o qualunque altra combinazione, mantenendo dentro ciascun blocco la ponderazione a capitalizzazione.

VXUS conviene rispetto a VWCE?

Non è un'alternativa: è un pezzo di una soluzione a due ETF. Chi accetta il peso dell'America deciso dal mercato resta con un solo strumento, più semplice da gestire. Chi vuole dosarlo compra due ETF, e in cambio della libertà si prende anche la manutenzione: due strumenti da comprare a ogni versamento e un ribilanciamento all'anno per mantenere le proporzioni scelte. Sui costi la coppia può perfino costare meno di VWCE, perché un ETF sull'S&P 500 costa fra lo 0,03 e lo 0,07% e VXUS lo 0,12%.

Che differenza c'è con gli ETF World ex-USA che esistevano già?

Gli UCITS già quotati, come quelli di Xtrackers, iShares, Amundi e UBS, seguono il MSCI World ex USA, che contiene solo i mercati sviluppati: Europa, Giappone, Canada, Australia e pochi altri. VXUS segue il FTSE All-World ex US, che aggiunge i mercati emergenti: Taiwan, India, Cina, Brasile. A fine settembre 2026 è l’unico UCITS che copre tutto il mondo fuori dagli Stati Uniti in un solo strumento.

Fonti

  • Vanguard, scheda del FTSE All-World ex-U.S. UCITS ETF (USD) Accumulating: ticker VXUS, lancio il 18 agosto 2026 e quotazione dal 20 agosto, indice FTSE All-World ex-US Net Tax, 2.340 titoli al 31 agosto 2026, patrimonio del fondo 117 milioni di dollari a inizio ottobre 2026.
  • KID di VXUS del 29 settembre 2026, depositato su Borsa Italiana: costi correnti dello 0,12% l’anno; il fondo può essere chiuso se il patrimonio scende sotto i 100 milioni di dollari.
  • FTSE Russell, factsheet del FTSE All-World al 31 agosto 2026: Stati Uniti 61,71%, Giappone 5,98%, Taiwan 3,30%, Regno Unito 3,20%.
  • Borsa Italiana, schede e KID degli ETF sull’S&P 500: SPDR (SPY5) 0,03%, iShares Core (CSSPX) 0,07%, Vanguard (VUAA) 0,07%.
  • MSCI, livelli di fine giornata degli indici MSCI USA, MSCI ACWI e MSCI ACWI ex USA, rendimenti netti in euro dal 30 settembre 2011 al 30 settembre 2026: 16,3%, 13,0% e 9,7% l’anno.
  • justETF, ricerca degli ETF UCITS che escludono gli Stati Uniti (ottobre 2026): Xtrackers, iShares, Amundi e UBS sul MSCI World ex USA; WisdomTree e Invesco su strategie dei soli mercati sviluppati.

Gli strumenti citati sono esempi verificabili, non raccomandazioni: la scelta di un ETF dipende da obiettivi, orizzonte e situazione fiscale di ciascuno. TER, pesi e quotazioni cambiano nel tempo e vanno verificati sui documenti dell’emittente prima di investire. Questo articolo ha finalità divulgative e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata.