In breve
  • Due voci sono uguali per ogni dirigente medico d'Italia: lo stipendio tabellare, 50.005,77€ annui lordi, e l'indennità di specificità medica, 9.466€. Fanno 59.472€, ed è solo lo zoccolo.
  • Il resto dipende da anzianità e incarico: si va da circa 65.000€ lordi nei primi cinque anni a circa 86.000€ dopo venti, fino a 114.000€ per un direttore di struttura complessa.
  • Il salto più grande non è un concorso: è il quinto anno di anzianità, quando l'indennità di esclusività passa da 3.199€ a 12.913€.

«Quanto guadagna un medico ospedaliero» è una domanda a cui si risponde male quasi sempre, e per un motivo preciso: non esiste un numero solo. Esiste un contratto nazionale che fissa alcune voci al centesimo, uguali da Bolzano a Ragusa, e altre che ogni azienda sanitaria decide per conto suo. Questa guida separa le due cose.

I numeri che seguono vengono dai due contratti collettivi in vigore, letti nel testo ufficiale dell'ARAN: il CCNL Area Sanità 2022-2024, sottoscritto il 27 febbraio 2026, e il CCNL 23 gennaio 2024 per le voci che il primo non ha modificato. Servono entrambi, ed è la ragione per cui in giro si leggono cifre diverse: il contratto più recente spesso non riscrive gli importi, dice «è rideterminato in» e rimanda al precedente.

Le quattro voci che fanno lo stipendio

La retribuzione di un dirigente medico dipendente del Servizio sanitario si costruisce sommando voci diverse, non moltiplicando uno stipendio base. Quattro di queste sono fisse e ricorrenti, cioè arrivano ogni mese indipendentemente da quanto si lavora.

Lo stipendio tabellare vale 50.005,77€ annui lordi per tredici mensilità, con decorrenza 1° gennaio 2024 (art. 11, comma 3 del CCNL 2022-2024). È identico per tutti i dirigenti medici, senza scatti di anzianità: la progressione economica in questo contratto passa dalle altre voci, non dal tabellare.

Che cosa arriva di arretrato

Il tabellare precedente era 47.015,77€ (art. 61, comma 3 del CCNL 23 gennaio 2024). L'aumento vale 230€ lordi al mese per tredici mensilità2.990€ l'anno — con decorrenza 1° gennaio 2024: alla firma, il 27 febbraio 2026, erano maturate più di due annualità di differenza sul solo tabellare. C'è però un punto che quasi nessuno spiega: il contratto precisa che quei 230€ «riassorbono e ricomprendono» l'anticipazione dell'indennità di vacanza contrattuale già percepita in busta. L'arretrato che arriva davvero è la differenza fra il nuovo importo e quanto era già stato anticipato, non l'intero aumento, e cambia da posizione a posizione. Le altre voci fisse si muovono meno: la specificità passa da 9.162,22 a 9.466,00€ (+303,78€, ma solo dal 2025) e l'indennità di direzione di struttura complessa da 10.525 a 11.157€ (+632€, dal 2024).

L'indennità di specificità medico-veterinaria vale 9.466,00€ annui lordi, tredicesima compresa, dal 31 dicembre 2024 e a valere dall'anno successivo (art. 15, comma 1). Spetta a tutti i dirigenti medici e veterinari. Insieme al tabellare fa 59.471,77€: è la base da cui parte chiunque, il primo giorno di servizio come il giorno prima della pensione.

L'indennità di esclusività spetta a chi sceglie il rapporto di lavoro esclusivo, cioè rinuncia all'attività libero-professionale fuori dall'azienda. È l'unica indennità il cui importo cresce per scaglioni di anzianità, e cresce molto: anche la retribuzione di posizione ha soglie che salgono con gli anni, ma come garanzia minima, non come importo proprio. Gli importi sono all'art. 64, comma 3 del CCNL 23 gennaio 2024, in vigore dal 1° gennaio 2021 e non modificati dal contratto successivo.

La retribuzione di posizione è legata al tipo di incarico affidato. Si compone di una parte fissa, garantita, e di una parte variabile che dipende dalla graduazione delle funzioni decisa in azienda: due dirigenti con la stessa anzianità in due ospedali diversi possono avere valori distanti.

Quanto si guadagna, per anzianità

Mettendo insieme le quattro voci si ottiene il lordo annuo garantito dal contratto, per un dirigente medico con rapporto esclusivo. Sono cifre prudenti: comprendono la parte fissa della retribuzione di posizione, non quella variabile.

Di che cosa è fatto lo stipendio valori annui lordi per tredici mensilità, rapporto esclusivo Primi 5 anni 65.182 € Da 5 a 15 anni 79.183 € Da 15 a 20 anni 84.671 € Oltre 20 anni 86.171 € Direttore di struttura complessa 114.402 € Stipendio tabellare Specificità medica Indennità di esclusività Retribuzione di posizione
Le prime due voci sono uguali per ogni dirigente medico d’Italia. Le altre due dipendono da anzianità e incarico, ed è lì che si gioca tutta la differenza.

I valori della retribuzione di posizione usati qui sono i minimi garantiti dalla clausola di garanzia (art. 17, comma 2 del CCNL 2022-2024): 6.798€ con anzianità fra cinque e quindici anni, 7.600€ fra quindici e venti, 9.100€ oltre i venti. Per i primi cinque anni si applica invece la parte fissa dell'incarico professionale iniziale, 2.511€.

Attenzione a un equivoco diffuso

L'art. 14 del contratto contiene due tabelle diverse per la retribuzione di posizione: al comma 3 i valori della parte fissa, al comma 4 i massimi complessivi. Sono numeri lontanissimi: 2.511€ contro 30.891€ per l'incarico professionale iniziale, 20.312€ contro 52.966€ per la direzione di struttura complessa. Chi legge una tabella per l'altra sbaglia di decine di migliaia di euro. Il valore reale sta in mezzo e lo decide l'azienda.

L'esclusività: il salto che nessuno racconta

Se c'è un momento in cui lo stipendio di un medico ospedaliero cambia davvero, non è una promozione: è il compimento del quinto anno di anzianità come dirigente.

L'indennità di esclusività, per scaglione valori annui lordi, tredicesima compresa Fino a 5 anni di anzianità 3.199 € Da 5 a 15 anni 12.913 € Oltre 15 anni 17.599 € Direzione di struttura complessa 23.461 €
Al quinto anno di anzianità questa voce si moltiplica per quattro: è il salto più grande di tutta la carriera, e non dipende da un concorso.

L'anzianità che conta è quella effettivamente maturata come dirigente, anche a tempo determinato e anche presso altre aziende, con o senza soluzione di continuità (art. 64, comma 2). Chi ha lavorato con contratti spezzati in ospedali diversi somma tutto: vale la pena verificarlo sul proprio fascicolo, perché un anno riconosciuto in più può anticipare un salto da quasi diecimila euro.

Il direttore di struttura complessa

Chi dirige una struttura complessa cumula tre vantaggi: l'indennità di esclusività al massimo scaglione, 23.461,08€; una retribuzione di posizione parte fissa di 20.312€ in area medica, che sale a 21.506€ in area chirurgica e scende a 19.117€ in area territorio (art. 14, comma 3); e una indennità di direzione di 11.157,00€ dal 1° gennaio 2024 (art. 16).

Il totale garantito arriva così a circa 114.400€ lordi. Ma qui la parte variabile pesa più che altrove: la retribuzione di posizione complessiva può arrivare fino a 52.966€, e chi dirige un dipartimento ha diritto a una maggiorazione fra il 30% e il 50% sulla parte variabile (art. 14, comma 10). Nelle aziende che valorizzano quelle voci si superano i 140.000€.

Quello che il contratto non garantisce

Tre voci importanti non hanno un valore nazionale, e sono la ragione per cui due medici con la stessa anzianità possono trovarsi con buste paga diverse.

  • La parte variabile della retribuzione di posizione, decisa dalla graduazione delle funzioni in sede aziendale, entro i massimi del comma 4.
  • La retribuzione di risultato, legata alla valutazione e finanziata da un fondo aziendale: può essere consistente o quasi nulla.
  • Le indennità per condizioni di lavoro, che dipendono da quanto si è effettivamente esposti a notti, festivi e reperibilità.

Anche l'indennità di specificità e la retribuzione di posizione, pur avendo un valore nazionale, sono corrisposte a carico dei fondi aziendali: il contratto ne fissa la misura, l'azienda ne garantisce il pagamento entro le risorse del proprio fondo.

Guardie, notti e festivi: quanto valgono davvero

Sono le voci che il medico ospedaliero conosce meglio, perché le vede crescere o sparire di mese in mese. Quasi tutti gli importi vengono dal CCNL 23 gennaio 2024 e il contratto successivo non li ha toccati: l'unica novità del 2026 sono le tariffe dello straordinario, in vigore dal 1° marzo.

Prima degli importi conviene fissare il perimetro, perché è da lì che nascono. L'orario del dirigente medico è di 38 ore settimanali (art. 27, comma 2), di cui quattro destinate ad attività non assistenziali — formazione, ECM, didattica, ricerca — che il contratto dice espressamente non possono essere «oggetto di separata ed aggiuntiva retribuzione» (comma 6). Tutto quello che segue sta fuori da quelle 38 ore, o dentro ma con una remunerazione propria.

VoceImporto lordoFonte
Guardia notturna o festiva, turno di dodici ore100€ a turno; 120€ nei pronto soccorso — assorbe l'indennità notturnaart. 29 c. 5 lett. a, CCNL 23.1.2024
Servizio notturno, fra le 22 e le 62,74€ l'ora, fuori dai turni di guardiaart. 77 c. 1, CCNL 23.1.2024
Servizio in giorno festivo2,55€ l'ora, aumentabile in aziendaart. 77 c. 2
Pronta disponibilità2,00€ l'ora, aumentabile in aziendaart. 30 c. 7
Pronto soccorso12,00€ per turno di dodici ore, riproporzionato sotto le dodici e aumentabile in aziendaart. 79 c. 1 e 2
Rischio radiologico103,29€ per dodici mensilitàart. 78 c. 1
Prestazioni aggiuntive per liste d'attesa o carenze di organico80€ l'ora, elevabili a 100€ con le linee di indirizzo regionaliart. 21 c. 2 e 3, CCNL 2022-2024
Straordinario diurno30,72€ l'oraart. 8 c. 3, CCNL 2022-2024
Straordinario notturno o festivo34,73€ l'oraart. 8 c. 3
Straordinario notturno e festivo40,07€ l'oraart. 8 c. 3
Guardia notturna fuori orario, in regime libero-professionale640€ per turnoart. 21 c. 6, CCNL 2022-2024

Sulle guardie conviene tenere a mente tre regimi diversi, perché il valore di una notte cambia moltissimo. Dentro l'orario di lavoro, la guardia notturna o festiva vale 100€ a turno, 120€ nei pronto soccorso, e il contratto precisa che quel compenso «comprende ed assorbe» l'indennità notturna dell'art. 77: la notte in guardia non vale 2,74€ l'ora, ne vale cento. Fuori dall'orario, gli importi sono gli stessi ma si aggiunge il recupero delle ore eccedenti. Solo il terzo regime — la guardia che l'azienda richiede in regime libero-professionale, dopo avere esaurito gli altri strumenti retributivi — vale 640€, con un tetto rigido del 12% delle guardie notturne complessivamente svolte in azienda l'anno prima.

Due limiti fanno da cornice a tutto il sistema, e vale la pena conoscerli: le guardie notturne programmabili ordinariamente non sono più di cinque al mese, calcolate come media su un quadrimestre (art. 29, comma 2), e il turno standard è di dodici ore, con riproporzionamento del compenso per i turni diurni più corti, che comunque non scendono sotto le sei (comma 6). Da notare, contro una convinzione diffusa: i 640€ non sono una novità del 2026. Erano già nell'art. 89, comma 6 del CCNL del 23 gennaio 2024, con la stessa cifra e lo stesso tetto; il contratto 2022-2024 li ha riscritti identici. La novità vera, in questa tabella, sono le tariffe dello straordinario, salite da 28,72 / 32,33 / 37,14€ ai valori attuali dal 1° marzo 2026 — e vanno autorizzate caso per caso dal direttore responsabile, restando «esclusa ogni forma generalizzata di autorizzazione»; in alternativa al pagamento il dirigente può chiedere riposi o recuperi entro i quattro mesi successivi.

Il rapporto non esclusivo costa più di quanto sembra

Chi sceglie il rapporto non esclusivo per esercitare la libera professione fuori dall'azienda perde l'indennità di esclusività: da 3.199€ a 23.461€ l'anno secondo lo scaglione. Fin qui è risaputo.

Molto meno noto è il comma 9 dell'art. 14: al dirigente con rapporto non esclusivo spetta il 65% della sola retribuzione di posizione parte fissa. Non è solo un'indennità che sparisce: si perde anche più di un terzo della posizione, e la parte variabile non spetta affatto. Su un incarico professionale con parte fissa da 6.798€ significa scendere a 4.419€.

Il conto completo del passaggio, contributi ENPAM compresi, sta nella guida su intramoenia ed extramoenia: la Quota B passa dal 2% al 9,75%, e i due effetti si sommano.

Dal lordo al netto: una stima

Il lordo è un fatto contrattuale, il netto no: dipende dalla regione, dal comune, dalla composizione familiare e dalle detrazioni. Quello che segue è quindi un ordine di grandezza, non un calcolo del tuo cedolino.

  • 65.000€ lordi (primi cinque anni) → circa 3.100€ netti al mese su tredici mensilità
  • 79.000€ lordi (da cinque a quindici anni) → circa 3.650€ netti al mese
  • 86.000€ lordi (oltre venti anni) → circa 3.900€ netti al mese
  • 114.000€ lordi (struttura complessa) → circa 5.000€ netti al mese

La stima assume contributi previdenziali a carico del dipendente intorno al 9%, l'IRPEF a scaglioni del 23, 33 e 43 per cento e addizionali regionali e comunali intorno al 2%. Il rapporto fra netto e lordo scende salendo di reddito: dal 62% circa del primo profilo al 57% del direttore di struttura complessa, perché sopra i 50.000€ ogni euro in più sconta il 43% più le addizionali. È anche il motivo per cui, a queste aliquote, ogni euro deducibile vale quasi mezzo euro di tasse in meno.

Cosa fare adesso

  1. Verifica l'anzianità riconosciuta. Somma tutti i periodi da dirigente, anche a tempo determinato e in altre aziende: da questa dipende lo scaglione dell'indennità di esclusività e il minimo garantito di posizione.
  2. Leggi il cedolino voce per voce. Tabellare e specificità devono corrispondere al centesimo; se la retribuzione di posizione è ferma alla parte fissa, chiedi come è stata graduata la tua funzione.
  3. Guarda il TFR. Su questi lordi l'accantonamento annuo vale migliaia di euro: dove lo fai maturare cambia il risultato di decine di migliaia. Vedi il TFR per il medico e Perseo Sirio.
  4. Ricorda la Quota A. Anche da dipendente resti iscritto all'Albo e la devi: gli importi per fascia d'età sono in Quota A e Quota B.

Domande frequenti

Quanto guadagna un medico ospedaliero appena assunto?

Nei primi cinque anni di anzianità il lordo annuo garantito dal contratto è di circa 65.000 euro per un dirigente medico con rapporto esclusivo: 50.005,77 euro di stipendio tabellare, 9.466 euro di indennità di specificità medica, 3.199,37 euro di indennità di esclusività e 2.511 euro di retribuzione di posizione parte fissa. Sono circa 3.100 euro netti al mese su tredici mensilità, come stima. A questi si aggiungono le voci variabili decise in azienda e le indennità per notti, festivi e guardie.

Qual è lo stipendio di un primario oggi?

Il direttore di struttura complessa, che è la figura oggi corrispondente al primario, arriva a circa 114.400 euro lordi l'anno considerando solo le voci garantite: tabellare, specificità, indennità di esclusività al massimo scaglione (23.461,08 euro), retribuzione di posizione parte fissa (20.312 euro in area medica) e indennità di direzione di struttura complessa (11.157 euro). La retribuzione di posizione complessiva può però arrivare fino a 52.966 euro secondo la graduazione decisa dall'azienda, quindi in alcune realtà si superano i 140.000 euro.

Quanto si perde passando al rapporto non esclusivo?

Si perde per intero l'indennità di esclusività, che vale da 3.199 a 23.461 euro l'anno secondo l'anzianità, e si scende al 65 per cento della sola retribuzione di posizione parte fissa, senza diritto alla parte variabile. Su un incarico professionale con parte fissa da 6.798 euro significa passare a 4.419 euro. A questo si aggiunge il passaggio della Quota B ENPAM dal 2 al 9,75 per cento sul reddito libero-professionale.

Guide correlate

Fonti

  • CCNL Area Sanità triennio 2022-2024 (ARAN, sottoscritto il 27 febbraio 2026). Stipendio tabellare 50.005,77€ (art. 11 c. 3, decorrenza 1/1/2024); indennità di specificità medico-veterinaria 9.466,00€ (art. 15 c. 1, dal 31/12/2024); retribuzione di posizione, parte fissa e valori massimi (art. 14 c. 3 e 4); 65% della parte fissa ai dirigenti non esclusivi (art. 14 c. 9); indennità di direzione di struttura complessa 11.157,00€ (art. 16); clausola di garanzia 6.798 / 7.600 / 9.100€ (art. 17 c. 2); tariffe dello straordinario 30,72 / 34,73 / 40,07€ e regole di autorizzazione (art. 8); prestazioni aggiuntive a 80€ l’ora elevabili a 100 e guardia notturna fuori orario a 640€ per turno con tetto del 12% (art. 21 c. 3 e 6); ferie 28 o 32 giorni (art. 9); patrocinio legale in caso di aggressioni (art. 10).
  • CCNL Area Sanità triennio 2019-2021 (ARAN, sottoscritto il 23 gennaio 2024). Indennità di esclusività, quattro scaglioni da 3.199,37 a 23.461,08€ (art. 64 c. 3, dal 1/1/2021, in attuazione dell’art. 1 c. 407 della legge 178/2020); anzianità utile (art. 64 c. 2); indennità per servizio notturno 2,74€/ora e festivo 2,55€/ora (art. 77); rischio radiologico 103,29€ (art. 78 c. 1); pronto soccorso 12,00€ per turno (art. 79); remunerazione delle guardie 100 e 120€ a turno, tetto delle cinque notti e riproporzionamento (art. 29 c. 2, 5 e 6); pronta disponibilità 2,00€ l’ora (art. 30 c. 7); orario di 38 ore settimanali e quattro ore non assistenziali (art. 27 c. 2 e 6); valori previgenti di tabellare 47.015,77€ (art. 61 c. 3) e specificità 9.162,22€ (art. 65 c. 1).
  • TUIR, art. 11 — scaglioni e aliquote IRPEF (23%, 33%, 43%) usati per la stima del netto. Le addizionali regionale e comunale variano per residenza: la stima usa un 2% complessivo indicativo.

Gli importi sono quelli fissati dai contratti collettivi nazionali citati, vigenti ad agosto 2026, e riguardano il rapporto di lavoro esclusivo salvo dove indicato. Le voci a carico dei fondi aziendali e la retribuzione di risultato dipendono dalla contrattazione integrativa della singola Azienda o Ente e possono variare sensibilmente. Gli importi netti sono stime illustrative: il netto effettivo dipende da residenza, situazione familiare e detrazioni. Questo articolo ha finalità divulgative e non costituisce consulenza contrattuale, fiscale o previdenziale personalizzata.