In breve
  • Una parte del patrimonio spetta per legge a coniuge e figli (la legittima): puoi disporre liberamente solo della quota restante.
  • L'imposta è leggera: franchigia di 1.000.000€ per ciascun figlio e per il coniuge (1.500.000€ per erede con disabilità), poi appena il 4% sull'eccedenza.
  • Non tutto si tratta allo stesso modo: fondo pensione e TFR seguono regole proprie, e sugli immobili si pagano comunque ipotecaria (2%) e catastale (1%).

La successione è uno di quei temi che si rimandano sempre, perché sembra lontano, complicato e un po' sgradevole. In realtà bastano poche idee chiare per capire chi erediterà, quanto potrai decidere tu e quante tasse si pagheranno: spesso molte meno di quanto si teme. E per un medico, che di solito accumula un patrimonio fatto di immobili, investimenti e previdenza, sapere come ciascun bene si trasmette fa una differenza concreta.

Partiamo da una premessa: in Italia non puoi lasciare tutto a chi vuoi. La legge riserva una quota del patrimonio ad alcuni familiari stretti (la legittima); il resto è la quota disponibile, che puoi destinare con un testamento a chiunque. Vediamo prima questa regola, poi le tasse, poi cosa succede a ciascun tipo di bene.

Due parole che si confondono: "successione legittima" e "legittima"

Si somigliano ma indicano due cose diverse:

  • Successione legittima: sono le regole che decidono chi eredita quando non c'è testamento. Il patrimonio viene diviso tra coniuge, figli e altri parenti secondo quote fisse di legge.
  • Legittima (o quota di riserva): è la fetta di patrimonio che spetta comunque ai familiari più stretti (i "legittimari": coniuge, figli, in mancanza di figli gli ascendenti), anche se fai testamento. Non puoi togliergliela: se ci provi, possono agire per riaverla (azione di riduzione).

In questo articolo ci concentriamo sulla legittima, perché è il vincolo che conta quando vuoi organizzare tu il passaggio dei tuoi beni.

La legittima: a chi devi lasciare per forza, e quanto

Il patrimonio si divide idealmente in due: la quota riservata ai legittimari e la quota disponibile, di cui disponi liberamente. Le proporzioni dipendono da chi lasci:

Quanto puoi decidere tu Solo coniuge 1/2 1/2 Un figlio 1/2 1/2 Due o più figli 2/3 1/3 Coniuge e un figlio 1/3 1/3 1/3 Coniuge e due o più figli 1/4 1/2 1/4 Coniuge e genitori 1/2 1/4 1/4 Coniuge Figli Genitori Quota libera
Più legittimari ci sono, più piccola è la fetta su cui il testamento può decidere: si passa da metà a un quarto. Fonte: Codice civile, artt. 537-544.

Due note utili. Il convivente di fatto non è un legittimario e senza testamento non eredita nulla: la legge gli riconosce solo il diritto di restare nella casa comune, se era del defunto, per un periodo da due a cinque anni. Se vuoi tutelarlo devi usare la quota disponibile, e su quanto riceve pagherà l'8% senza franchigia; chi è unito civilmente, invece, ha gli stessi diritti del coniuge. E al coniuge spetta comunque il diritto di abitazione sulla casa familiare e di uso dei mobili, che si aggiunge alla sua quota.

Le tasse di successione: la franchigia da un milione

È la sorpresa positiva: in Italia l'imposta di successione è bassa e con franchigie alte. Per le successioni aperte dal 2025 (riforma del D.Lgs. 139/2024) aliquote e franchigie sono rimaste le stesse e l'imposta si calcola in autoliquidazione. Le aliquote dipendono dal grado di parentela:

Quanto entra nel raggio del fisco su un’eredità di 2.000.000 € per erede Coniuge, figli, genitori · 4% franchigia 1.000.000 € esente tassato Erede con disabilità grave · 4-6-8% franchigia 1.500.000 € esente tassato Fratelli e sorelle · 6% franchigia 100.000 € tassato Altri parenti fino al 4° grado e affini · 6% nessuna franchigia tassato Tutti gli altri · 8% nessuna franchigia tassato Parte esente Parte su cui si paga
La franchigia vale per ciascun erede, non sull’eredità intera: con due figli il patrimonio esente raddoppia. Fonte: D.Lgs. 346/1990, art. 7, come riformato dal D.Lgs. 139/2024.

La franchigia di un milione di euro per erede sulla linea retta significa che un genitore può lasciare a ciascun figlio fino a un milione senza un euro di imposta; e sull'eccedenza si paga appena il 4%. Se nessun erede in linea retta riceve più di un milione, l'imposta di successione vera e propria è zero. Il costo, semmai, arriva dagli immobili (vedi sotto) e dagli adempimenti.

Bene per bene: cosa succede

Qui sta il punto pratico per il medico. Non tutti i beni si trasmettono allo stesso modo: alcuni passano fuori dall'eredità (e dalle sue tasse), altri vi rientrano in pieno. Prima il quadro d'insieme, poi i dettagli.

Fondo pensione

Nell’ereditàNo: va ai beneficiari designati
ImpostaEsente
Plusvalenze per l’eredeTassato 15→9% all’erogazione

TFR

Nell’ereditàNo: per legge a coniuge e figli
ImpostaEsente
Plusvalenze per l’eredeTassazione separata IRPEF, come per il lavoratore

Titoli di Stato (BOT, BTP)

Nell’ereditàSì: contano per la legittima
ImpostaEsente
Plusvalenze per l’eredeCosto aggiornato al valore di successione, poi 12,5%

Azioni e obbligazioni singole

Nell’ereditàSì
ImpostaDovuta: 4% oltre 1 milione
Plusvalenze per l’eredeCosto aggiornato al valore di successione, poi 26%

ETF e fondi comuni

Nell’ereditàSì
ImpostaDovuta: 4% oltre 1 milione
Plusvalenze per l’erede26% sul guadagno del defunto al passaggio agli eredi, poi costo aggiornato al valore di successione

Immobili

Nell’ereditàSì
ImpostaDovuta sul valore catastale, più ipotecaria e catastale
Plusvalenze per l’erede—

Fondo pensione: fuori dall'eredità, a chi scegli tu

La posizione in un fondo pensione (anche Perseo Sirio o FondoPro, ex FondoSanità) non entra nell'eredità. In caso di morte prima di aver maturato il diritto alla pensione va ai beneficiari che hai designato tu (anche persone diverse dagli eredi; senza designazione, agli eredi) ed è esente da imposta di successione. Scegli tu chi riceve e in che misura, fuori dalle lungaggini ereditarie. Il capitale sconta solo la tassazione agevolata della previdenza (dal 15% al 9%).

TFR: va ai familiari per legge

Anche il TFR non rientra nell'asse ereditario. L'art. 2122 del Codice Civile lo assegna direttamente a coniuge e figli (e, se vivevano a carico del lavoratore, ai parenti fino al terzo grado e agli affini fino al secondo), iure proprio, cioè per diritto proprio, non come eredi; solo se mancano tutti segue le regole della successione. È quindi esente da imposta di successione e si liquida a prescindere dall'accettazione dell'eredità. Resta la tassazione separata IRPEF, la stessa che avrebbe pagato il lavoratore.

Titoli di Stato (BOT/BTP): esenti dall'imposta

I titoli di Stato italiani ed equiparati (UE/SEE) hanno un privilegio: non concorrono all'attivo ereditario ai fini fiscali (art. 12 del Testo Unico sulle successioni), quindi sono esenti dall'imposta di successione, pur restando, civilmente, parte del patrimonio che conta per la legittima. In più, quando l'erede li vende, il costo fiscale si "aggiorna" al valore alla data della successione e l'eventuale guadagno è tassato al 12,5%. Vanno comunque indicati nella dichiarazione di successione (con la causale di esclusione).

ETF e fondi: il guadagno del defunto si tassa al passaggio

Gli ETF e i fondi comuni rientrano nell'eredità e scontano l'imposta di successione (4% oltre il milione, in linea retta); per i fondi comuni, la parte investita in titoli di Stato ne resta fuori, come indicano le istruzioni dell'Agenzia delle Entrate. Diverso è il trattamento del guadagno accumulato. Per azioni, obbligazioni e titoli di Stato detenuti direttamente, il guadagno maturato dal defunto non si tassa: il costo fiscale dell'erede diventa il valore alla data della successione. Per ETF e fondi, invece, il passaggio agli eredi conta come una vendita: quando trasferisce le quote sul conto dell'erede, la banca applica il 26% sulla plusvalenza maturata fino al decesso (valore a quella data meno il costo medio del defunto), e l'erede deve fornirle la liquidità per pagarlo. Da lì il costo fiscale riparte dal valore alla data della successione; se quel valore era sotto il costo, la perdita del defunto non si recupera. Su posizioni cresciute molto negli anni è un'imposta da pagare subito, prima ancora di decidere se vendere.

Immobili: l'imposta è bassa, ma si sommano altre due

La casa e gli altri immobili rientrano nell'eredità. La legge parla di valore di mercato, ma se si dichiara almeno il valore catastale l'Agenzia delle Entrate non può rettificarlo (art. 34 del Testo Unico), ed è quello che di norma si dichiara: la rendita catastale rivalutata del 5% e moltiplicata per 110 se è prima casa e per 120 per le altre abitazioni (per uffici, negozi e capannoni i coefficienti sono diversi). Per le abitazioni vale in media meno della metà del valore di mercato. Sull'immobile si pagano però anche l'imposta ipotecaria (2%) e la catastale (1%) sullo stesso valore, ridotte a 200€ ciascuna se almeno un erede ha i requisiti "prima casa" (residenza nel comune dell'immobile, o trasferita lì entro 18 mesi, e nessun'altra casa nello stesso comune né altrove acquistata con le agevolazioni prima casa). Vedi anche immobili e investimenti.

Riepilogo e cosa fare

  • Fondo pensione e TFR viaggiano fuori dall'eredità, verso i beneficiari (designati o di legge), esenti dall'imposta di successione. Nel fondo pensione, in particolare, è la designazione dei beneficiari a stabilire chi riceve il capitale, anche persone diverse dagli eredi, e resta valida finché non viene cambiata.
  • I titoli di Stato sono esenti dall'imposta di successione; ETF, fondi e immobili invece la pagano, ma solo oltre la franchigia da un milione per erede (in linea retta).
  • Per ETF e fondi, la plusvalenza del defunto si paga al passaggio: la banca applica il 26% quando trasferisce le quote agli eredi, che devono avere la liquidità per pagarlo. Non è un motivo per non usarli, ma è bene saperlo quando si pianifica.
  • Fai testamento se vuoi usare la quota disponibile (per il convivente, un figlio in più difficoltà, una causa che ti sta a cuore): senza, decide la legge.

La successione è anche un fatto tecnico e personale: quote, donazioni pregresse, immobili e famiglie ricomposte rendono ogni caso diverso. Questo articolo ti dà la mappa; per le scelte concrete, un notaio o un commercialista valgono ogni euro speso.

Domande frequenti

Quanta imposta di successione pagano i figli su un'eredità in linea retta?

Per coniuge e parenti in linea retta (figli, genitori) l'aliquota è del 4%, con una franchigia di 1.000.000 di euro per ciascun erede. Significa che ogni figlio può ricevere fino a un milione senza imposta, e sull'eccedenza si paga appena il 4%. Se nessun erede in linea retta riceve più di un milione, l'imposta di successione vera e propria è zero.

Il fondo pensione e il TFR rientrano nell'eredità e pagano le tasse di successione?

No, entrambi viaggiano fuori dall'eredità e sono esenti da imposta di successione. Il fondo pensione, in caso di morte prima di maturare il diritto alla pensione, va ai beneficiari che hai designato tu, anche persone diverse dagli eredi. Il TFR per legge va a coniuge e figli per diritto proprio (iure proprio), a prescindere dall'accettazione dell'eredità. Restano le imposte sul reddito: dal 15% al 9% per il fondo pensione, la tassazione separata IRPEF per il TFR.

Come vengono tassati gli ETF ereditati?

Entrano nell'eredità, quindi sul loro valore si paga l'imposta di successione oltre la franchigia. In più, per ETF e fondi comuni il passaggio agli eredi conta come una vendita: quando trasferisce le quote, la banca applica il 26% sul guadagno maturato dal defunto, cioè sulla differenza fra il valore alla data del decesso e il suo costo medio, e l'erede deve fornire la liquidità per pagarlo. Da quel momento il costo fiscale è il valore alla data della successione, e quando l'erede vende paga il 26% solo sul guadagno successivo. Per titoli di Stato, azioni e obbligazioni detenuti direttamente, invece, il guadagno maturato dal defunto non si tassa: il costo si aggiorna al valore di successione.

Guide correlate

Fonti

  • Agenzia delle Entrate, imposta di successione: aliquote e franchigie (4% con franchigia 1.000.000€ in linea retta; 6% fratelli con 100.000€; 8% altri; 1.500.000€ per disabili gravi).
  • D.Lgs. 346/1990 (Testo Unico successioni e donazioni): art. 7 (aliquote e franchigie, compresi gli affini al 6%), art. 12 (beni esclusi dall'attivo: titoli di Stato italiani, UE e SEE, TFR, indennità previdenziali), art. 34, comma 5 (valore catastale non rettificabile). D.Lgs. 139/2024 e circolare Agenzia delle Entrate 3/E del 16 aprile 2025: autoliquidazione per le successioni aperte dal 2025.
  • Codice civile, artt. 536-544 (legittimari, quote di riserva, diritto di abitazione del coniuge) e art. 2122 (indennità in caso di morte: TFR). Legge 76/2016, art. 1, commi 20-21 (unione civile: stessi diritti successori del coniuge) e comma 42 (casa del convivente di fatto). TUIR, art. 17 (tassazione separata del TFR anche nei casi dell'art. 2122).
  • D.Lgs. 252/2005, art. 14, commi 3 e 4: riscatto della posizione da parte di eredi o beneficiari designati, ritenuta dal 15% al 9%. Circolare Agenzia delle Entrate 70/E del 18 dicembre 2007: prestazioni agli eredi escluse dall'imposta di successione.
  • Circolare Agenzia delle Entrate 19/E del 4 giugno 2013, par. 2.4: il trasferimento agli eredi di quote di fondi ed ETF è tassato come una cessione (D.P.R. 600/1973, art. 26-quinquies, comma 6; L. 77/1983, art. 10-ter, comma 3) e l'erede assume come costo il valore all'apertura della successione. TUIR, art. 68, comma 6: costo di azioni, obbligazioni e titoli di Stato ricevuti per successione.
  • Agenzia delle Entrate, istruzioni alla dichiarazione di successione (Fascicolo 2, quadro EO: titoli di Stato esclusi anche se compresi nei fondi comuni; Fascicolo 1: ipotecaria e catastale fisse di 200 euro con l'agevolazione prima casa) e guida «Successioni e donazioni» (moltiplicatori 110 per la prima casa e 120 per le altre abitazioni).
  • MEF e Agenzia delle Entrate, Gli immobili in Italia 2023, tabella 3.7: valore di mercato stimato delle abitazioni pari a 1,89-1,95 volte il valore imponibile IMU, che usa un moltiplicatore (160) più alto di quelli della successione.

Quote, aliquote e franchigie sono aggiornate alle regole 2025-2026 e servono a dare il quadro generale; non sostituiscono il parere di un notaio, di un avvocato o di un commercialista. La successione coinvolge profili civilistici e fiscali che variano da caso a caso (donazioni precedenti, regime patrimoniale, immobili, famiglie ricomposte). Questo articolo ha finalità divulgative e non costituisce consulenza legale, fiscale o previdenziale personalizzata.